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 Oggetto del messaggio: Legislazione - Diffamazione Online
MessaggioInviato: dom 07 nov, 2004 6:23 am 
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chesadafapecampà!
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http://www.magistraturaindipendente.it/leg3.htm

Codice Penale

"Articolo 595. - Diffamazione.- Chiunque fuori dai casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a quattro milioni".


"Articolo 596. - Esclusione della prova liberatoria.- Il colpevole dei delitti preveduti nei due articoli precedenti non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.
Tuttavia quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la persona offesa e l'offensore possono, d'accordo, prima che sia pronunciata sentenza irrevocabile, deferire a un giurì d'onore il giudizio sulla verità del fatto medesimo.
Quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato e per la sua comunicazione ricorre un interesse pubblico o altro giustificato motivo, la prova della verità del fatto è sempre ammessa.
Se la verità del fatto è provata o se per esso la persona, a cui il fatto è attribuito, è condannata dopo l'attribuzione del fatto medesimo, l'autore dell'imputazione non è punibile".

" Articolo 596-bis. - (Diffamazione col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione). - Chiunque col mezzo della stampa, della televisione, delle trasmissioni informatiche o telematiche o con qualsiasi altro mezzo di diffusione, offende la reputazione di una persona, di un ente, di una società, di una associazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, o con la multa non inferiore a lire un milione.
L'autore della offesa non è punibile se il direttore o comunque il responsabile dei mezzi di comunicazione di cui al comma precedente:
a) entro due giorni dalla diffusione della notizia spontaneamente pubblica o diffonde con la stessa evidenza e collocazione tipografica ovvero con analogo mezzo di diffusione, purchè di equivalente importanza per rilievo nazionale, una smentita della notizia diffusa o una completa rettifica del giudizio o commento offensivo;
b) se il direttore del giornale o del periodico o, comunque, il responsabile della diffusione, entro due giorni dal ricevimento, o, per i periodici, nel primo numero successivo al ricevimento, pubblica o diffonde integralmente, con la stessa evidenza e collocazione tipografica ovvero con analogo mezzo di diffusione, purchè di equivalente importanza per rilievo nazionale senza commenti, le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti cui siano state rese pubbliche immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni o comportamenti da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano evidente contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Si applicano le disposizioni di cui al secondo comma dell'articolo 596 ed al secondo e terzo comma dell'articolo 597".


"Articolo 57. - (Omesso impedimento di reati connessi col mezzo della stampa periodica o mediante trasmissioni informatiche e telematiche) Salva la responsabilità dell'autore della pubblicazione e fuori dai casi di concorso, il direttore o il vice-direttore responsabile del periodico che omette, per colpa, di esercitare il controllo necessario ad impedire che siano connessi reati col mezzo della pubblicazione, anche mediante trasmissioni informatiche o telematiche, è punito, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo."


All'articolo 57-bis del Codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

nella rubrica, dopo le parole: "non periodica" sono aggiunte le seguenti: "o di trasmissioni informatiche o telematiche";
è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In quest'ultimo caso, se la pubblicazione avviene mediante trasmissioni informatiche o telematiche, le disposizioni di cui al precedente articolo si applicano alla persona responsabile della gestione della diffusione".

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Lo Zio Tazio
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Ultima modifica di LoZioTazio il mar 30 mag, 2006 5:35 pm, modificato 2 volte in totale.

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MessaggioInviato: dom 07 nov, 2004 6:24 am 
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chesadafapecampà!
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(Fonte ANSA) - La diffamazione a mezzo stampa si depenalizza. E si esclude definitivamente il carcere per i giornalisti. E' quanto prevede il testo appena presentato in commissione giustizia dalla relatrice Isabella Bertolini (Fi). Si prevedono multe che variano dai 1500 ai 7500 euro. Nel nuovo testo presentato dalla Bertolini si prevede anche un tetto massimo per il risarcimento del danno: 25 mila euro. E l'azione civile per il risarcimento si prescrive entro un anno dalla pubblicazione.

"Salva la responsabilita' dell'autore della pubblicazione e fuori dai casi di concorso - si legge nel testo appena depositato - il direttore o il vicedirettore responsabile rispondono dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il delitto e' conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. La pena e' in ogni caso ridotta di un terzo".

Nella nuova formulazione del provvedimento si prevede anche che il competente ordine professionale stabilisca delle sanzioni disciplinari in seguito alla trasmissione degli atti da parte della magistratura.

Anche l'ingiuria e' punita con una multa fino a 650 euro. La pena aumenta a 950 se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Le pene aumentano se l'offesa e' commessa davanti a piu' persone. Anche la diffamazione semplice, cioe' quella non a mezzo stampa, sara' punita con una multa che puo' arrivare fino a 1500 euro. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato la pena potra' arrivare fino a 2500 euro. Se l'offesa "e' arrecata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita' ovvero in atto pubblico - si legge ancora nel testo - si applica la pena della multa da 500 a 2500 euro. Le sanzioni previste in questo testo si applicano anche ai siti Internet e viene riformulata anche la parte riguardante la rettifica.

La persona offesa ha il diritto di pretendere la rettifica. L'autore dell'offesa ha non solo l'obbligo di pubblicarla, ma deve anche chiedere ad almeno altri due quotidiani che questa rettifica venga stampata. Il tutto a sue spese. Chi ha offeso deve fare questa richiesta ad almeno altri due quotidiani a tiratura nazionale entro tre giorni dalla rettifica. Chi adempie a questa disposizione dovra' pagare una multa non superiore a 375 euro.

http://213.215.144.81/public_html/9000-9999/articolo_9409.html

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Lo Zio Tazio
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MessaggioInviato: dom 07 nov, 2004 6:25 am 
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Diffamazione online? Cambierà tutto
di Franco Abruzzo - Nuova legge all'esame della Camera: la diffamazione a mezzo stampa o Internet perderà il carcere e sarà punita soltanto con la multa fino a 5mila euro. Ecco tutte le novità

http://punto-informatico.it/p.asp?i=43898

Cosa cambierà anche per chi pubblica su Internet? Quale impatto avrà la nuova legge sui casi di diffamazione a mezzo stampa, Internet o altro media? Di seguito ospitiamo un intervento sulla riforma trasmessoci da Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia.

di Franco Abruzzo
Chi scrive un articolo non rischierà più di andare in galera: se colpevole del reato di diffamazione sarà punito con la multa fino a 5mila euro. Se l'autore dell'offesa è un giornalista professionista alla condanna "conseguirà" la pena accessoria dell'interdizione dalla professione per un periodo da un mese a tre mesi. La richiesta di rettifica sarà condizione di procedibilità per l'esercizio del diritto di querela (entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto) e per proporre (entro un anno) l'azione di risarcimento danni causati da diffamazione a mezzo della stampa, della televisione, delle trasmissioni informatiche o telematiche o di qualsiasi altro mezzo di comunicazione e diffusione. Il giornalista, che si pente e ritratta o rettifica, sarà dichiarato non punibile e risarcirà il danno maturato per la frazione di tempo compresa tra la pubblicazione dell'articolo e quella della smentita o della rettifica. Questi sono alcuni punti qualificanti del "testo base" della nuova legge sulla diffamazione a mezzo stampa definita dal relatore Gian Franco Anedda (An) con il parere positivo del Governo espresso dal sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli. Il progetto sarà esaminato in maggio dalla Commissione Giustizia di Montecitorio, che potrebbe anche discuterlo in sede deliberante.

Cambierà radicalmente l'articolo 57 del Codice penale, che punisce i reati "commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva e altri mezzi di diffusione". L'articolo dice: "Fuori dalle ipotesi di concorso nel reato, il direttore o il vice direttore responsabile del giornale, del periodico o della testata giornalistica radiofonica o televisiva, rispondono dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione soltanto se l'autore della pubblicazione o della diffusione è ignoto o non imputabile al momento del fatto". In sostanza il direttore responsabile non risponderà più per colpa (in sintesi per aver omesso di vigilare sugli articoli scritti dai redattori e dai collaboratori). Il direttore responsabile o è complice dell'articolista e allora ne seguirà la sorte (per concorso nel reato), oppure, se non è così, rimane fuori dal processo a meno che "l'autore della pubblicazione o della diffusione non sia ignoto o non imputabile al momento del fatto" . Il giornale stampato è parificato ai giornali radiotelevisivi e telematici ("gli altri mezzi di diffusione del pensiero" ).

Viene riscritto l'articolo 596-bis del Codice penale, che sanziona espressamente la "diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione" . Il rinnovato articolo prevede che "chiunque con il mezzo della stampa, della televisione, delle trasmissioni informatiche o telematiche o con qualsiasi altro mezzo di comunicazione o di diffusione offende la reputazione di una persona, di un ente, di una società o di una associazione, è punito con la multa fino a cinquemila euro. Alla condanna consegue la pubblicazione del dispositivo della sentenza e una delle pene accessorie di cui ai commi primo e secondo dell'articolo 19 del Cp. Se l'autore dell'offesa è un giornalista professionista alla condanna consegue la pena accessoria dell'interdizione dalla professione per un periodo da un mese a tre mesi" . Il riferimento al primo comma dell'articolo 19 del Cp riguarda "l'interdizione dai pubblici uffici" evidentemente a carico di quanti, pubblici ufficiali (magistrati, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, funzionari dei tribunali), spifferano " notizie del diavolo" e rispondono con i giornalisti della diffusione di fatti ritenuti diffamatori.

Il nuovo articolo 596-bis del Cp, nel rispetto della deontologia professionale dei giornalisti, dà molto spazio e valore al dovere di rettifica e di smentita: "L'autore dell'offesa non è punibile:
1) se entro quattro giorni dalla diffusione della notizia spontaneamente pubblica e diffonde con la stessa evidenza e con la stessa collocazione, senza commento, una smentita della notizia diffusa o una completa rettifica del giudizio o commento offensivo;
2) se il direttore del giornale o del periodico o, comunque, il responsabile, entro tre giorni dal ricevimento, o, per i periodici nel primo numero successivo al ricevimento, pubblica e diffonde integralmente, con la stessa evidenza e collocazione tipografica e diffusione, senza commenti, le dichiarazioni o le rettifiche, contenute nel limite di trenta righe, dei soggetti cui siano state rese pubbliche immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni o comportamenti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale;
3) se, citando la fonte, ha riportato le affermazioni di una persona intervistata o acquisite da due fonti qualificate e autonome tra loro;
4) se la persona offesa e l'offensore, d'accordo, deferiscono a un giurì d'onore il giudizio sulla verità del fatto".

Il giornalista, che rettificherà o smentirà, non punibile sul piano penale, pagherà danni molto contenuti in sede civile. Dice l'ultimo comma dell'articolo 596-bis: "Il verificarsi di una causa di non punibilità esclude il diritto al risarcimento del danno, fatto salvo quello cagionato prima del verificarsi della causa di non punibilità. Il giudice nel liquidare il danno tiene conto dell'effetto riparatorio della rettifica o della smentita" . In sostanza verrà risarcito il danno maturato tra la data di pubblicazione dell'articolo e la data di pubblicazione della rettifica o della smentita. Il giudice, comunque, nel liquidare il danno dovrò tener conto dell'effetto collegato alla pubblicazione della rettifica o dello smentita "con la stessa evidenza e con la stessa collocazione, senza commento".

Il direttore o il vice direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche, l'editore della stampa non periodica, i quali non pubblicano la smentita o la rettifica, "sono solidalmente responsabili con l'autore per il risarcimento del danno causato dalla diffamazione". Questa norma tutela la libertà del giornale e dei giornalisti. Un direttore responsabile può anche decidere che sia meglio pagare che perdere pubblicamente la faccia, soprattutto quando ritiene (ma non dimostrato nelle aule dei tribunali) di avere ospitato notizie diffamatorie sì, ma vere e di interesse pubblico.

Franco Abruzzo
Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia

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Lo Zio Tazio
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MessaggioInviato: dom 07 nov, 2004 6:30 am 
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chesadafapecampà!
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Iscritto il: dom 29 ago, 2004 1:00 am
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Località: Copacabana, dove la donna è regina la donna è sovrana
Nelle mie eterne e incessabili peregrinazioni internet mi sono imbattuto in argomenti legali che ho pensato potesse esser utile aver presenti qui sul forum.

Meglio mettere questo 3D in chiaro sul forum Discussioni con lo Staff o lo lasciamo qui?

Qualcuno vuol dare il suo contributo, postando aggiornamenti o articoli o altri approfondimenti che io abbia trascurato?

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Lo Zio Tazio
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MessaggioInviato: lun 08 nov, 2004 11:26 am 
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Sfasciacarene

Iscritto il: mar 31 ago, 2004 1:26 am
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ICQ: 70424003
LoZioTazio ha scritto:
Nelle mie eterne e incessabili peregrinazioni internet mi sono imbattuto in argomenti legali che ho pensato potesse esser utile aver presenti qui sul forum.

Meglio mettere questo 3D in chiaro sul forum Discussioni con lo Staff o lo lasciamo qui?

Qualcuno vuol dare il suo contributo, postando aggiornamenti o articoli o altri approfondimenti che io abbia trascurato?

ci vorrebbe paperoga qua. Certo è che la questione sulla responsabilità nei forum è intricata.


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MessaggioInviato: lun 08 nov, 2004 2:45 pm 
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chesadafapecampà!
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Iscritto il: dom 29 ago, 2004 1:00 am
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Località: Copacabana, dove la donna è regina la donna è sovrana
jumper ha scritto:
LoZioTazio ha scritto:
Nelle mie eterne e incessabili peregrinazioni internet mi sono imbattuto in argomenti legali che ho pensato potesse esser utile aver presenti qui sul forum.

Meglio mettere questo 3D in chiaro sul forum Discussioni con lo Staff o lo lasciamo qui?

Qualcuno vuol dare il suo contributo, postando aggiornamenti o articoli o altri approfondimenti che io abbia trascurato?

ci vorrebbe paperoga qua. Certo è che la questione sulla responsabilità nei forum è intricata.

Vero

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Lo Zio Tazio
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MessaggioInviato: lun 08 nov, 2004 6:44 pm 
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sputerista

Iscritto il: sab 04 set, 2004 11:08 pm
Messaggi: 66
Località: Chivasso (To)
Secondo me andrebbe reso pubblico e segnato come importante..... :wink:

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DUE SONO POCHI, QUATTRO TROPPI, TRE E' IL NUMERO PERFETTO.....

(294 km/h e poi venite a dirmi che non ha motore)


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MessaggioInviato: lun 08 nov, 2004 6:47 pm 
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Sfasciacarene

Iscritto il: lun 30 ago, 2004 8:33 am
Messaggi: 4487
p.p.r.t ha scritto:
Secondo me andrebbe reso pubblico e segnato come importante..... :wink:


in effetti potrebbe essere una sorta di deterrente per qualche facinoroso, sempre che abbia la voglia di leggerselo tutto


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MessaggioInviato: lun 08 nov, 2004 6:55 pm 
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chesadafapecampà!
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Iscritto il: dom 29 ago, 2004 1:00 am
Messaggi: 53462
Località: Copacabana, dove la donna è regina la donna è sovrana
Vero :wink: , adesso lo metto in "Discussioni con lo Staff"

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Lo Zio Tazio
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MessaggioInviato: ven 12 nov, 2004 2:36 pm 
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Testa fusa

Iscritto il: ven 10 set, 2004 9:23 am
Messaggi: 2105
AOL: http://www.motocorse.com/forum/autoimg/2/100791/1532855.jpg
Località: TRIESTE
molto importante, grazie Zio

prprio poco tempo fa mi domandavo che limite ci poteva essere a parlar 'male' di una persona nei forum


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MessaggioInviato: ven 26 nov, 2004 6:58 pm 
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Lima gomiti

Iscritto il: lun 30 ago, 2004 1:38 pm
Messaggi: 811
:lol:


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MessaggioInviato: dom 28 nov, 2004 3:08 pm 
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Lima gomiti

Iscritto il: sab 04 set, 2004 6:29 pm
Messaggi: 774
....oh!Anche io me lo chiedevo... :roll:

:wink: :bunny:


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MessaggioInviato: lun 29 nov, 2004 11:28 am 
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Sfasciacarene

Iscritto il: mar 31 ago, 2004 1:26 am
Messaggi: 4579
ICQ: 70424003
C'è un articolo interessante su punto informatico...
Cita:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=50615
Le responsabilità dei gestori di forum
di G. Capalbio (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Cosa significa ospitare un forum pubblico? Ed uno privato? E che differenza c'è tra moderazione preventiva e successiva? Il quadro giuridico

La responsabilità per il legislatore
29/11/04 - Commenti - Roma - Molto controversa è la questione relativa alla responsabilità on-line di chi gestisce un forum. Ciò emerge con chiara evidenza sia dalle regole che precedono la partecipazione al forum sia dalla recente accusa mossa ad un noto giornalista per il commento inserito nel suo blog da un visitatore dello stesso; è altamente probabile che tale problema non rimarrà isolato ma si ripresenterà, considerato che, come già asserito "il web da tempo non è più un gioco".

Il forum è un luogo virtuale di incontro e discussione di tantissimi utenti di internet che attraverso tale strumento hanno la possibilità di scambiare idee ed opinioni, in tempo reale, su svariati argomenti. L'importanza acquisita da tale luogo virtuale ha accentuato notevolmente il rilievo assunto dalla figura del moderatore del forum, ossia colui che ha il compito di regolare e promuovere la discussione sulle pagine web. L'attribuzione di numerosi compiti e poteri attribuiti a tale figura ha come contropartita la necessaria analisi delle eventuali corresponsabilità del moderatore relativamente ai reati commessi dagli utenti del forum per i contenuti illeciti inseriti nello stesso.

A tal proposito bisogna valutare la possibilità di configurare la responsabilità suddetta differenziandola in relazione ai tre tipi di forum esistenti: pubblico, protetto, e privato.

Nel forum pubblico ogni utente può partecipare alla discussione senza bisogno di registrarsi. Ciascuno può leggere i messaggi e ciascuno può inviarli con pubblicazione automatica degli stessi. In questo caso è prevalente la teoria secondo cui il moderatore non assume alcuna responsabilità per contenuti illeciti immessi dagli utenti, svolgendo egli una semplice attività di organizzazione dell'attività di discussione e non avendo alcun potere di intervenire sui messaggi inseriti.

Nel forum protetto, invece, l'utente non registrato può soltanto leggere gli argomenti, infatti per poter partecipare attivamente alla discussione ed esprimere le proprie opinioni è necessaria la registrazione, che prevede normalmente l'indicazione del proprio Username, di una propria Password e di una propria casella di posta elettronica. In tal modo è possibile attribuire a ciascun autore la responsabilità per i contenuti inviati ai forum, escludendo così una corresponsabilità del moderatore che non esercita in questo caso alcun potere sui testi inseriti.

Infine il forum privato è accessibile solamente ad utenti registrati che comunque devono essere autorizzati dal responsabile del Forum, di conseguenza il messaggio non viene inserito immediatamente nel forum ma viene preventivamente controllato e filtrato dal moderatore. Questo tipo di forum rientra nella categoria dei forum cosiddetti moderati. Per risalire ad una responsabilità imputabile alla condotta degli utenti bisogna distinguere tra moderazione preventiva e successiva.

Se si tratta di un forum in cui la moderazione è preventiva, il moderatore, esercitando i diversi poteri riconosciutigli, dovrebbe intervenire per impedire l'immissione di contenuti illeciti; configurandosi, in caso contrario, a suo carico una culpa in vigilando, ossia una responsabilità legata alla omissione circa l'attività di controllo a lui demandata. È difficile però accettare una simile responsabilità omissiva, soprattutto alla luce del fatto che il legislatore prende tutt'altra posizione; in particolare nel D.Lsg. 70/2003 (recante taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno) all'art. 17 (assenza dell'obbligo generale di sorveglianza per i prestatori dei servizi della società dell'informazione) è esclusa l'esistenza sia di un obbligo generale di controllo sui contenuti trasmessi sia di un obbligo generale di individuare elementi che rivelino la presenza di attività illecite.

Nel caso invece di forum in cui la moderazione è successiva, il moderatore può essere considerato responsabile negli stessi termini in cui risponde un provider per l'immissione in rete di contenuti illeciti, cioè si può configurare una responsabilità soggettiva: per colpa, nel caso in cui non abbia accertato l'illiceità dei testi trasmessi nonostante fosse consapevole della presenza di materiale sospetto, e di conseguenza non lo abbia rimosso; per dolo, quando egli sia anche consapevole che la condotta dell'utente violi disposizioni di legge ed ometta di intervenire.

dott.ssa Gabriella Capalbo
ConsulenteLegaleInformatico.it

Non riesco a capire bene in che tipologia ci collochiamo... sicuramente forum protetto ma cmq i moderatori possono moderare quanto scritto... allora? Sono responsabili o no?


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MessaggioInviato: lun 29 nov, 2004 12:02 pm 
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Iscritto il: dom 29 ago, 2004 1:00 am
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Località: Copacabana, dove la donna è regina la donna è sovrana
jumper ha scritto:
C'è un articolo interessante su punto informatico...
Cita:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=50615
Le responsabilità dei gestori di forum
di G. Capalbio (ConsulenteLegaleInformatico.it) - Cosa significa ospitare un forum pubblico? Ed uno privato? E che differenza c'è tra moderazione preventiva e successiva? Il quadro giuridico

La responsabilità per il legislatore
29/11/04 - Commenti - Roma - Molto controversa è la questione relativa alla responsabilità on-line di chi gestisce un forum. Ciò emerge con chiara evidenza sia dalle regole che precedono la partecipazione al forum sia dalla recente accusa mossa ad un noto giornalista per il commento inserito nel suo blog da un visitatore dello stesso; è altamente probabile che tale problema non rimarrà isolato ma si ripresenterà, considerato che, come già asserito "il web da tempo non è più un gioco".

Il forum è un luogo virtuale di incontro e discussione di tantissimi utenti di internet che attraverso tale strumento hanno la possibilità di scambiare idee ed opinioni, in tempo reale, su svariati argomenti. L'importanza acquisita da tale luogo virtuale ha accentuato notevolmente il rilievo assunto dalla figura del moderatore del forum, ossia colui che ha il compito di regolare e promuovere la discussione sulle pagine web. L'attribuzione di numerosi compiti e poteri attribuiti a tale figura ha come contropartita la necessaria analisi delle eventuali corresponsabilità del moderatore relativamente ai reati commessi dagli utenti del forum per i contenuti illeciti inseriti nello stesso.

A tal proposito bisogna valutare la possibilità di configurare la responsabilità suddetta differenziandola in relazione ai tre tipi di forum esistenti: pubblico, protetto, e privato.

Nel forum pubblico ogni utente può partecipare alla discussione senza bisogno di registrarsi. Ciascuno può leggere i messaggi e ciascuno può inviarli con pubblicazione automatica degli stessi. In questo caso è prevalente la teoria secondo cui il moderatore non assume alcuna responsabilità per contenuti illeciti immessi dagli utenti, svolgendo egli una semplice attività di organizzazione dell'attività di discussione e non avendo alcun potere di intervenire sui messaggi inseriti.

Nel forum protetto, invece, l'utente non registrato può soltanto leggere gli argomenti, infatti per poter partecipare attivamente alla discussione ed esprimere le proprie opinioni è necessaria la registrazione, che prevede normalmente l'indicazione del proprio Username, di una propria Password e di una propria casella di posta elettronica. In tal modo è possibile attribuire a ciascun autore la responsabilità per i contenuti inviati ai forum, escludendo così una corresponsabilità del moderatore che non esercita in questo caso alcun potere sui testi inseriti.

Infine il forum privato è accessibile solamente ad utenti registrati che comunque devono essere autorizzati dal responsabile del Forum, di conseguenza il messaggio non viene inserito immediatamente nel forum ma viene preventivamente controllato e filtrato dal moderatore. Questo tipo di forum rientra nella categoria dei forum cosiddetti moderati. Per risalire ad una responsabilità imputabile alla condotta degli utenti bisogna distinguere tra moderazione preventiva e successiva.

Se si tratta di un forum in cui la moderazione è preventiva, il moderatore, esercitando i diversi poteri riconosciutigli, dovrebbe intervenire per impedire l'immissione di contenuti illeciti; configurandosi, in caso contrario, a suo carico una culpa in vigilando, ossia una responsabilità legata alla omissione circa l'attività di controllo a lui demandata. È difficile però accettare una simile responsabilità omissiva, soprattutto alla luce del fatto che il legislatore prende tutt'altra posizione; in particolare nel D.Lsg. 70/2003 (recante taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno) all'art. 17 (assenza dell'obbligo generale di sorveglianza per i prestatori dei servizi della società dell'informazione) è esclusa l'esistenza sia di un obbligo generale di controllo sui contenuti trasmessi sia di un obbligo generale di individuare elementi che rivelino la presenza di attività illecite.

Nel caso invece di forum in cui la moderazione è successiva, il moderatore può essere considerato responsabile negli stessi termini in cui risponde un provider per l'immissione in rete di contenuti illeciti, cioè si può configurare una responsabilità soggettiva: per colpa, nel caso in cui non abbia accertato l'illiceità dei testi trasmessi nonostante fosse consapevole della presenza di materiale sospetto, e di conseguenza non lo abbia rimosso; per dolo, quando egli sia anche consapevole che la condotta dell'utente violi disposizioni di legge ed ometta di intervenire.

dott.ssa Gabriella Capalbo
ConsulenteLegaleInformatico.it

Non riesco a capire bene in che tipologia ci collochiamo... sicuramente forum protetto ma cmq i moderatori possono moderare quanto scritto... allora? Sono responsabili o no?


Non preoccuparti.
Tu digli che il responsabile sono io, e che vengano pure a cercarmi a Rio 8) Penultima palma in fondo a destra. :smilone:

Scherzi a parte.
Secondo me il moderatore é in un certo qual modo responsabile si della pubblicazione di contenuti che contravvengano la legge (o dovrei dire "corresponsabile" con gli autori), e ha il dovere di rimuoverli.
Qualcuno pubblica una foto hard o il link a un sito porno dai contenuti fuori legge? Il moderatore ha il dovere di rimuoverli.
Qualcuno scrive "Il pilota tizio é un emerito cornuto"? Potrebbe ravvisarsi il reato di calunnia. Il moderatore ha il dovere di rimuovere o editare la frase.
Qualcuno promuove la vendita di software privata o fa scommesse clandestine? Il moderatore ha il dovere di intervenire e cancellare.

E, se lo ritiene opportuno e necessario, espellere l' infrattore dal forum.

Se ci pensi bene il moderatore in tali casi non fa altro che applicare il regolamento, in quanto praticamente tutti questi casi sono contemplati nel nostro regolamento.

In definitiva, un conto é lo scrivere "io non apprezzo il pilota tizio, non lo stimo, non lo sopporto, mi sta sui coglioni", legittime opinioni; altra cosa é lo scrivere "il pilota tizio é un imbecille, é un bugiardo, é un falso, e ierisera l' ho visto che dava il culo ai ricchioni ai giardinetti": queste non sono legittime opinioni, queste sono offese e calunnie, e come tale vanno moderate senza indugio at termini di regolamento e di buon senso.

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Lo Zio Tazio
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"Io vi daró tutto ... basta che non domandiate nulla!"


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MessaggioInviato: gio 03 feb, 2005 12:02 pm 
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Mr. Beer
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Iscritto il: lun 06 set, 2004 11:27 am
Messaggi: 19541
Località: Eifel
devo moderarmi con i commenti su i giornalisti :oops: :oops:

basta prendere in giro bellascorreggia e sclerato :D

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Semplicemente la pista piu' bella del mondo


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