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13:56 02 Febbraio 2004
Motonline
"Un conto è fare tempi eccellenti in prova da solo, un conto è vincere passando o tenendosi dietro tutti gli altri".
A scriverlo non è uno qualunque, ma il sommo Luis Rivola, da 40 anni finissimo conoscitore del mondo della moto. Che riconosce la bravura di Valentino, che durante le prove di Sepang ha "fatto ciò che doveva fare: andare più forte di Checa e di Barros con la stessa moto". Un fenomeno, certo, ma secondo Rivola è presto per parlare di Mondiale:"Un conto è pennellare tutte le curve con lo stile e l' abilità che ti sono proprie per fare un giro pressoché perfetto, un conto è forzare la moto a un passo o a una manovra che non le sono congeniali, ma che ti servono per superare un avversario. La Honda sopporta bene queste forzature, a detta di tutti quelli che l'hanno guidata, la Yamaha invece no, o almeno così ha fatto fino ad ora"...

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Ven Dic 16, 2005
MAX, SOSTA FORZATA di GIORGIO BELLEGGIA

ROMA - Max Biaggi deve fermarsi. Niente moto per lui nel 2006: correranno in MotoGp Cardoso, Stoner e tanti altri, ma Biaggi no. Vanno avanti i giovani? E allora Capirossi che ha due anni meno di lui? E Gibernau, per il quale la Ducati si è svenata? Gibernau ha solo un anno in meno di Biaggi e non ha vinto nulla. Resta a piedi per scarso rendimento? Quattro titoli nella 250, vice campione al primo anno in 500 e in questo campionato secondo fino a Motegi. Poi è successo qualcosa: Biaggi non faceva più parte dei programmi Honda e così l’appoggio tecnico per le ultime tre gare di stagione è andato a Melandri e Hayden. Perché tutto questo? La Honda non poteva permettersi di scaricare Biaggi se fosse arrivato, nonostante il boicottaggio tecnico, secondo nel mondiale. E siccome aveva deciso di scaricarlo nel modo peggiore gli ha negato qualsiasi assistenza tecnica nelle ultime tre gare e poi gli ha comunicato ”non ci servi più” quando le altre squadre erano già fatte per non lasciargli la possibilità di andare con Suzuki o Kawasaki. E non basta. Biaggi poteva tornare nel team di Sito Pons, sostenuto dal suo sponsor personale: Camel. Ma ecco il veto tiranno della Honda: Biaggi non deve avere neppure una delle nostre moto clienti. Incredibile. I clienti a volte hanno ragione, soprattutto se portano 10 milioni di euro, e invece la Honda ha preferito perdere quei soldi pur di lasciare a piedi Biaggi. Ieri Camel ha deciso di uscire dalla MotoGp. Porterà i suoi 10 milioni in un altro sport. Perché tutto questo? Caratteraccio, penseranno in molti, ma non è solo così. Biaggi è un grande lavoratore, dà tutto se stesso e pretende tutto. Non è uno che se non vince dorme lo stesso. Parla male della moto? E perché Rossi basta che faccia due volte secondo cosa fa? E Melandri? Chiedetegli di quando era alla Yamaha. Alziamo dunque il sipario su questa storia: interessi, amicizie, soldi. Quando la Honda ha negato la moto clienti a Biaggi, Pons si è trovato senza sponsor. Perché la Jti (multinazionale del tabacco) ha tutto il diritto di scegliersi il testimonial su cui puntare, come del resto fanno tutti gli sponsor. Camel (marchio di Jti) ha così provato a portare Biaggi in Kawasaki, e la Kawasaki era ben felice di prendersi Biaggi perché come pilota non piace ai manager, ma agli ingegneri sì. A questo punto è intervenuta la Dorna, la società che gestisce il Motomondiale. Carmelo Ezpeleta, boss di Dorna, è amico di Pons e Pons è anche presidente dell’Irta, l’associazione dei team che ha un peso politico notevole. Ezpeleta ha provato a salvare Pons e scaricare Biaggi, perché invece che al pilota ha preferito tendere una mano a una squadra (spiazzato, però, dall’uscita comprensibile di Camel). Così per la Kawasaki si è fatta dura: prima non c’era spazio in griglia per una terza moto (falso: le moto non completano ancora la griglia), poi la Kawasaki Europa non era d’accordo (ancora falso: è bastata una telefonata), poi la Bridgestone non ha gomme per una terza moto (sempre falso e basta: Biaggi poteva tentare con Michelin). Fine dei giochi. Biaggi resta a piedi. Una squadra di Formula 1 gli ha offerto di fare un test. La SBK gli farebbe ponti d’oro. Una televisione lo vuole come commentatore. Che farà? Si godrà il tempo libero, meditando un rientro nel 2007.

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Fuorigiri Turchia 2005


cereghini- Ciao Paolo, ciao Max, a te Paolo

beltramo - Ciao, buon pomeriggio a tutti, ciao Loris

capirossi-Ciao Paolo, Ciao Max

bel- Eccoci qua con Max Biaggi allora io trovo che sia incredibile cioè che non puo' corrispondere a verità 22 giri tu hai preso 50 secondi, dai 2 ai 3 secondi al giro mediamente, c'è qualcosa di grave che non funziona in quella squadra li'

max- Ehehe, ehehe, beh, qualcosa di imbarazzante c'è,... ho fatto quello che potevo fare però ... troppo lontano, si assolutamente mai competitivo e ... c'è molto rammarico e delusione per questi tipi di risultati che comunque .... alti e bassi ma ormai son 3 gare che spolvero la posizione dall'ottava alla 12, 13, dunque quelle sono le mie posizioni

bel- Forse ti conviene rimanere qui dove siamo adesso in tribuna per fare, per correre cosi', cioè sei arrivato dietro a Vermullen che non è non insulto perchè Vermullen è bravo, però la seconda gara che fa, insomma, tu sei un quattro volte campione del mondo

max- Che vuoi che dica, eh,... quando fai il massimo e con serietà ti metti li a parlare con tecnici meccanici con quello che serve come ho sempre fatto negli anni passati io mi sento scagionato, sono anche caduto la gara passata per cercar di non far scappare il gruppo ma... è inutile ... forzare una frenata di troppo se ti becchi 2 secondi, cioè ci deve essere sicuramente un qualcosa che ..., un ingranagio che non funziona, ma questo ormai son troppe gare.

bel- Anche perchè quella di Hayden di moto va

max- Suona pure eh non riesco neanche a stare insieme con lui quando facciamo le prove dunque ... è un po' inbarazzante questa situazione, un bel po

bel- Nico

cer- Si Max, naturalmente è un pochino difficile e delicato, no, parlare di questi argomenti, perchè ovvio io ascolto la tua tesi, e anche se riesce un pochino difficile che la Honda possa remare contro se stessa, però è vero che la tua squadra non funziona, questo si vede bene, si vede molto bene.
Pero' mi domando, visto che tu sembra l'anno prossimo sarai con Sito, sarai ancora su una Honda dunque, le tue dichiarazioni non sono un po' pericolose da fare?

max- Si soprattutto parlar con te è pericoloso si (cereghini ride), molto molto, devo dire che ...
nico- Perché?
max- ...tu dei due sei quello che butta benzina sul fuoco e se ho bisogno di un avvocato però so chi interpellare dunque, grazie

cer- Max non ho parlato io di complotto, hai parlato tu, e allora io mi limito a dire..

max- No aspetta, no signor Cereghini allora qui non andiamo daccordo perchè io non ho mai parlato di complotto, non so da dove arriva questa voce, m'hanno detto proprio ieri che qualcuno l'ha scritto, ...,

nico - si, si

max- ...ma se tu l'hai virgolettato non ci sono le mie parole dunque non dire mai che io non ho parlato di complotto

cer- Ah mi dispiace sulla gazzetta è virgolettato come una tua dichiarazione

max-Nononono, leggi bene che non è così,

nico - non é cosí .. vabbé, vabbé .. allora ...

max - ..nonono, anzi non dire cose che non sono giuste perchè sennó uno se la prende a male, io non vorrei mai perchè siamo in pace

(sotto si sente reggiani che dice MAMMA MIA)

cer- Certo, certo

bel- Però non l'avrai detto, scusate se vi interrompo però il sospetto insomma che quasi sembrano che lo facciano apposta perchè andare cosi' male dopo che a Motegi sei andato bene, cioè viene... risulta tanto difficile capire, ecco

max- E' difficile capire che becchi 2 secondi, ecco 2 secondi è imbarazzantissimo e la spiegazione è che se uno ha un minimo di, ... di cognizione, la può intuire però io più che dare mettere il massimo e fare quello che posso non ci riesco dunque non so cosa sta succedendo .... so solo che è una situazione imbarazzante e forse é anche imbarazzante parlarne, perchè non è proprio.. .... ...

bel- Non si sa cosa dire

max- No cosa vuoi che dica

meda- Max, sono Guido ciao, senti no volevo leggerti un virgolettatino di Filippo Falsaperla sulla gazzetta che dice "Mi sento come un mutilato che guida la moto così non mi gioco nemmeno la volata per il secondo posto, non mi permettono di farlo, il perchè mi sembra scontato", io che sono a Milano a fare il titolo per la Gazzetta, faccio finta .... mi viene da scrivere "Max e il complotto" come recita il titolo però se non è quello che hai detto ... allora però ti chiedo quale è la teoria, perchè ... tu dici la gazzetta o gli altri giornali, ma forse anche noi in telecronaca, abbiamo un pò forzato su questo concetto però l'altra verità qual'è max

max -Aspetta, la sai qual'è la verità, che forse lo credi te in prima persona questa cosa

meda- Ma siii, ....

max- e te come tutti gli altri amici nostri giornalisti,

meda - del complotto? del complotto?

max - e se ogni volta ne riparlate,

meda- Allora i casi sono due, tre, o hai un team ...

max - e poi che vedete Max Biaggi laggiù

meda - no, no, noooo, max dai

max -ovviamente ne sapete un po' di corse degli altri lassu'

meda - i casi sono tre, o hai un team disastroso, o è un complotto, oppure sei tu che non vai,

max- aspetta peró

meda- aggiungiamone degli altri

max- ... ma come ma da dove arriva questo che io che non vado ?

meda- E' la mia opinione, é la mia opinione, non dico che tu non vai, io dico delle tre tu qual'è la via che tu ci indichi in queste tue interviste, cioé perché non va avanti sta moto

max- Ma Guido, ma Guido, ma come fai, come fai a ipotizzare, anche la terza ipotesi metti che io non vado, il pilota non va

meda- Tu sei il pilota quello che sta sopra la moto, Max, moto-pilota

max- Ma Guido, ma come puoi dire una cosa del genere Guido, Guido

meda- Ti sto, ti sto provocando però io vorrei capire , non lo dico ..

bel- ma non lo sta dicendo Max, è una ipotesi

meda- ...vabbé, oh! ... qui la cosa migliore è levarsi la cuffia è andarsene , certo, si si, vabbé ..

max- Mi metti in condizioni difficili, accetto di far telecronache così però ....non capisco

(biaggi si toglie l' auricolare e fa per andarsene)

bel- Dai rimani qua, e cerchiamo di chiarire, di capire, lo so che è una situazione difficile per te e anche per noi, ma cerchiamo soltanto di capire, Max

max- Cosa posso dirti, cosa posso dirti, io faccio il massimo, faccio la mia passione ... no, neanche il mio lavoro, qui ho fatto 12esimo, di più non potevo fare, e che faccio non posso fare, peró ...è disarmante arrivar 12esimo

meda- Noi qui Max siamo completamente daccordo con te ci stiamo dicendo questo ma ci piacerebbe capire dove è il tuo problema perchè vedere te 12esimo ci rendiamo conto che è una cosa ignobile che forse non ti spetta, però siccome tu ci dai, secondo me, delle mezze interpretazioni, forse perchè più in la non puoi andare allora noi cerchiamo semplicemente facendo questo nostro brutto bellissimo mestiere di capirne un po' di più di andare un po oltre

max- Allora Guido, Caro!, io ti dico una cosa, questo polverone che state sollevando ora lo dovevate fare già ... 6 mesi fa, 5 mesi fa, cosa che non avete fatto perchè

meda- Non è vero

max- Aspetta, quando a Jerez la prima gara, Max Biaggi che l'anno prima a Jerez è arrivato secondo nel 2003 è arrivato secondo e ha fatto la pole position, nel 2005 con la honda Hrc bello tirato a lustro parte 17esimo e arriva settimo ottavo e si becca un secondo al giro?, lì vi dovevate fare delle domande se siete dei veri giornalisti nel senso se eravate attenti a 'sta cosa ma la vedo un po' sorvolata

meda- Ti voglio ricordare un mio articolo su controcampo di cui ho fatto l'elenco delle fregature che ti avevano dato

max- Nonono tu, nonono è vero chiedo perdono, tu hai ragione, devo correggermi,... qualcuno non l'ha fatto un bel po' non l'ha fatto e questo mi dispiace perchè adesso stiamo parlando abbiamo posticipato quello che era successo 6 mesi fa, tranquillamente le cose possono succedere e non succedere, perchè poi come faccio io a Motegi a Brno, dove era l'altra gara? ... a lottare per la... al Mugello, come è possibile se era tutto uguale, capisci? non puoi essere 17esimo, e poi arrivar secondo, o terzo, è impossibile, allora deve cambiare qualcosa, no? di meccanico, .. ma è sempre uguale, tutto lo stesso

bel- Scusatemi se mi intrometto ma t'ho visto prima chiacchierare con Barros che questa esperienza l'ha vissuta l'anno scorso questa della moto bella lustra, facendo delle figure, 'nsomma soffrendo come un cane ancora, cosa è un posto maledetto quello li'?, non so, c'è quacosa che non funziona davvero, dovrebbe essere la squadra migliore del motomondiale, la moto migliore è invece, tu quest anno sei solo semplicemente la conferma di quello che ha combinato Barros l'anno scorso, da quando è andato via Valentino, lì non funziona più niente, insomma diciamocelo chiaro ... s'è portato via i tecnici, s'è portato via tante cose, forse ... ma la Honda è possibile che sia in mano di 5 persone?

max- Tutto è possibile, io non so, non voglio dire, però onore e merito alla squadra comunque di Rossi, ma la squadra quella di Hayden, mi sembra che è li sempre tra i primi 3, cioè non ....è solo quella di qua!,e e allora la spiegazione io non la trovo .. sinceramente

meda- Una volta la tua tesi era, scusami se ti perseguito, non è che voglia proprio perseguitarti, una volta la tua tesi, che si poteva anche sposare secondo me, era che che l'elettronica sia troppo dilagante e che con le mappe, facessero quello che vogliono, mi ricordo che ne abbiamo parlato qualche volta, potrebbe essere soprattutto un problema di gestione elettronica del motore? che magari a te arriva non adatto o non compatibile, o diverso di quello che arriva a Hayden?

max- Non lo so però ... è una situazione imbarazzante, posso solo dirti questo

meda- E' vero (sotto si sente porta che ride dicendo è vero)

nico- Allora riprendo le redini da qui perchè appunto sennò mi sono un po' defilato perchè non volevo che diventasse un duetto Biaggi Cereghini, che magari appunto poteva anche esagerare, no?. Io credo ci sia una una confusione tecnica dentro il team, un dialogo che non funziona perfettamente come ha detto anche Kanazawa in qualche occasione, insomma adesso forse è il caso di girare pagina, è stata una stagione molto molto complessa .. ecco .. volevo sapere qualcosa del futuro, del futuro di Max, tornerai sulla Honda di Pons?, questo mi piacerebbe sapere

max- Non sono daccordo assolutamente su quello che hai detto, tu hai detto che Kanazawa appunto ha, abbia detto che il dialogo non funziona ... io parlo un inglese... decente, e comprensibile anche ai guarda rail che sono a bordo pista e quindi

nico- L'ha detto Kanazawa ...

max - non credo debba studiare, debba studiare per farmi comprendere a persone, assolutamente no
nico- L'ha detto Kanazawa non io , l' ha detto kanazawa ...
max- Ma è, forse, forse, dovete riflettere perchè parlo un inglese decente, non ho problemi a farmi capire

bel- ma forse lo parla male Kanazawa

nico- ma certo, ma forse, i meccanici non si capiscono, certo questo puo' succedere, ma non mi hai risposto sulla faccenda pons, ci sarai l'anno prossimo ancora sulla Honda di Pons?

max- Vediamo, vediamo, perchè al momento si sta parlando poi le cose, non tutte le ciambelle riescono col buco, poi ci saranno novita dai

nico- Dai sentiamo Capirossi, Loris Capirossi ti posso coinvolgere anche te in questa cosa e aspettarmi una domanda per Max, dai Loris

capi- Beh è difficile, difficile fare una domanda a Max, io capisco la sua situazione in questo momento è stata una stagione con alti e bassi, è un po' difficile per lui però alla fine quello che ho sempre detto, è il talento quello che paga, io penso di talento lui ne abbia tanto, quindi ha ancora molto da dimostrare

max- Loris sei, sei troppo buono, qui mi tocca venirti a darti due baci, come stai?

capi- na, meglio meglio, dai, speriamo, spero di essere a Valencia

max-Va bene in bocca al lupo

nico- Vabbene Paolo vuoi chiudere il collegamento con Biaggi?

bel- Si grazie, io lo ringrazierei moltissimo, è stato disponibilissimo, grazie Max

max- Mi attende un piatto di pasta, ciao a tutti

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Lo Zio Tazio
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Tratte da Motosprint dal 1995 - 2004. Ho preso giusto qualche numero a caso, altrimenti hai voglia a scrivere…

Buona lettura…

1995, test invernali in Australia, il chattering sull’Aprilia
“E’ allarme rosso, l’Aprilia salta da far paura, serve un miracolo, ci vorrà molta fortuna per vincere, non vedo proprio tutta quella superiorità tecnica di cui tutti parlano. Può darsi che l’Aprilia in velocità massima abbia qualcosina in più della Honda, ma cosa vuoi che siano due o tre chilometri? Non penserete mica che la moto faccia tutto da sola, vero?”



Gp Giappone 1995, dichiarazioni sul team Aprilia
“Bayle vuole guidare la mia stessa moto, ma non gli darò questa soddisfazione.
In ogni caso la squadra farebbe bene a concentrarsi su chi può vincere il mondiale: l’anno passato durante le prove mi sono fermato quattro volte per lo stesso motivo. Dov’è il progresso? Bisogna preoccuparsi di far andare la moto al massimo, invece di perdere tempo dietro a sciocchezze”

Gp Spagna 1995, guidare “sopra i problemi”…
“E’ stata una faticaccia, ho dato il 110% dal primo all’ultimo minuto di gara. La moto non andava come doveva, nella prima parte di gara prendeva 1000 giri in meno del dovuto, era carente in accelerazione ed in velocità di punta, così per rimanere nel gruppo ero costretto a forzare ogni frenata ad allargare le traiettorie, a rischiare oltre il lecito. In tracciati come questi non sbagliavo quando dicevo che la Yamaha è favorita”

Gp Malesia 1996, meriti della moto e del pilota…
“Ho vinto a Shah Alam perchè un circuito che mi piace e dove contano le qualità del pilota, domenica prossima però, a Sentul, in Indonesia, sarà già diverso, perché non è un tracciato impegnativo. Lì la moto conterà più del pilota”

Gp Germania 1996, la lentezza dell’Aprilia al Nurburgring (quarto posto)
“Neppure nelle migliori condizioni fisiche sarei riuscito a a rispondere all’accellerazione della Honda, avrei avuto bisogno di una mano ma questa volta la moto non me l’ha data”

Gp Austria 1997, terzo posto per colpa della moto
“…durante il warm up sono venuti fuori i soliti problemi di saltellamento della forcella…ogni curva ero costretto ad anticipare la frenata… dopo dieci giri è successo qualcosa alla frizione che non funzionava a dovere…”



1997, luglio, lo chattering:
“Sfido chiunque a fare quello che sto facendo: prendere una moto mai guidata, mettere insieme un team dove non ci sono i dati dell’anno prima e in più c’è un problema che ci perseguita dal primo giorno e non riusciamo a risolvere, lo chattering. Ci dovrò convivere tutto l’anno, lo so. La showa non ci segue”




Gp Olanda 1997, tirata d’orecchie al team
“Durante il giro d’allineamento ho chiesto di cambiare la gomma anteriore con una più dura. A quel punto dovevano dirmi che non c’era tempo per eseguire l’operazione. Sono cose che non dovrebbero succedere, ma che invece succedono”



1998, test invernali a Philip Island, dichiarazioni sulla Ferrari F1
“Mi ha fatto uno strano effetto salire sulla Yamaha dopo aver guidato la Ferrari: mi mancavano la velocità in curva e le accelerazioni proprie solo alle quattro ruote. Da quel giorno alla Formula 1 penso seriamente e chissà se giorno non posso fare davvero il grande salto”



Gp Giappone 1998, fresco di vittoria, dichiarazioni su Doohan
“Questa gara ha messo in discussione tutti i valori: Doohan avrà filo da torcere, perché sia io, sia Okada, gli staremo vicino, gli daremo fastidio”
(nelle 10 volte in cui Doohan è arrivato al traguardo è stato sempre davanti a Max; n.d.r.)



Gp Imola 1998, dichiarazioni (pesantissime) su Doohan
“Sta accusando il colpo, sta invecchiando. Sfido il pilota più forte del mondo senza esperienza, ricordatevi che quando Doohan ha debuttato non andava oltre il quinto sesto posto. A Donington, Doohan ha buttato giù tre piloti in staccata dando la colpa a gli altri. Non deve fare il fenomeno. Se fosse venuto a sfidarmi in 250 sarebbe andato avanti a “Tavor”, perché gli avrei fatto venire il mal di testa a forza di girargli intorno”

Gp Olanda 1998, dichiarazioni sui vantaggi tecnici di Doohan
“Del resto è difficile battere Doohan: io guido una moto clienti. Se avesse il motore che hanno tutti gli altri…”



Gp Australia 1998, sul titolo di Doohan appena conquistato
“Doohan ha vinto il titolo, ma non so se se l’è meritato: se dicessi di no sarei di parte, se dicessi di sì sarei disonesto. Avremmo dovuto avere la possibilità di giocarcelo fino in fondo” (nelle 10 volte in cui Doohan è arrivato al traguardo è stato sempre davanti a Max; n.d.r.)

Gp Malesia 2002, su Rossi e Barros sulla RC211V
“Da quando Barros ha la RC211V sta facendo gare eccellenti e Rossi fatica a trovare una buona messa a punto della moto. Secondo me non è un caso, per lui prima era tutto più facile”



2003, test invernali in Malesia, differenze tra la RC clienti e la ufficiale
“La ufficiale è migliore in accelerazione, e in generale sembra essere più sfruttabile un po’ in ogni situazione. Inutile negarlo. Io faccio finta di niente, mi sforzo di non pensarci, ma è più veloce.”

2003, test invernali in Malesia, dichiarazioni sulla Yamaha
“Chi ha preso la mia moto adesso ha per le mani (Barros; n.d.r.) una moto competitiva e non correrà il rischio di saltare in aria come è successo a me. Chi è arrivato alla Yamaha quest’anno ha la strada facilitata, in pianura. Forse anche in discesa”

Gp Spagna 2003, sul team Pons
“Se Pons mettesse la stessa attenzione che dedica agli adesivi nel dialogo con la Honda, almeno avremmo una semi-idea di quello che ci aspetta. Invece non ne ha la minima idea. Ho fatto questa scelta pensando di fare cosa gradita. Gradita a un team che per metà era a spasso”



Gp Francia 2003, sulla vittoria di Gibernau, promosso ufficiale dopo la morte di Kato
“Con quel pacchetto che ha può vincere più di una volta…”

Gp Catalunya 2003, dichiarazioni sulla Ducati e Rossi
“va bene la scelta che ho fatto… sarebbe stato meglio in Ducati? Non si può pensare di salire sul carro dei vincitori quando ti fa comodo, a questo punto potrebbe farlo Rossi con la Ducati visto che ha il contratto in scadenza. Io a suo tempo lo feci lasciando l’Aprlia per la Honda, in 250. Rossi potrebbe dimostrare di essere forte fino al punto di vincere anche quella sfida, ma credo che non lo farà mai”



Gp Germania 2003, caduta in gara per colpa dell’anteriore
“Sono arrabbiato e anche dolorante. Ho sbagliato, ma è anche vero che ho avuto problemi alla forcella: non era a posto, e in certi tratti l’anteriore era ballerino”

2004, intervista prima dei test Irta, “sarà una grande stagione”
“Sarà una grande stagione, spero di far sognare la gente fin dalla prima gara. Il mio obiettivo non può che essere alto. E’ da qualche anno che ci giro intorno: una volta secondo, una terzo… adesso voglio arrivare al bersaglio. Rossi sarà un’avversario, ma la Yamaha è sempre stata forte. Quando c’ero io nel 2002 negli ultimi sei gran premi ho vinto due volte e ho fatto gli altri sul podio”



Gp Australia 2005, caduta dopo il via
“La moto ha problemi all’anteriore, sono caduto perché ho dovuto forzare subito il ritmo altrimenti gli altri sarebbero scappati via”

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Dichiarazioni su Max Biaggi

Gp Malesia 1994, Capirossi su Biaggi
“Con Biaggi non voglio avere più niente a che fare, in pista va forte, ma quando apre la bocca è meglio lasciar perdere.”

Gp Italia 1997, Marcellino Lucchi su Biaggi
“Biaggi in partenza mi ha puntato e mi ha anche dato un calcio”

Gp Malesia 1998, Doohan sulle prestazioni di Max in 500
“La benzina senza piombo ha reso le moto da gran premio simili a quelli di produzione, facili da guidare, con un livellamento dei valori verso il basso. La 500 è stata sempre famosa per la sua potenza, ma le moto di oggi hanno perso questa caratteristica”

Gp Imola 1999, Doohan si Biaggi
“Ha la bocca larga, è un lamento continuo, cerca sempre qualche scusa. Lui sa che la mia moto è uguale alla sua, ma sostiene l’opposto e così facendo indirettamente dice che gli sono inferiore. Io come pilota lo rispetto, ma lui non fa altrettanto. Spero che un giorno capisca i suoi errori”

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Dicono di lui, settembre 1996 dopo la conquista del terzo titolo mondiale, Biaggi-Aprilia, chi è più grande?

Il padre Pietro
“E’ stato Max a a fare grande l’Aprilia. Quando è arrivato alla sport production le moto erano tutte Honda, con poche eccezioni, due Galera, due Cagiva, due Aprilia, una ultima, quella di Morri, una in prima fila, quella di Max. Adesso nella 125 SP sono tutte Aprilia.
Ha portato l’Aprilia in Europa dove prima non esisteva, le ha fatto una pubblicità che nemmeno se la sognavano. A Roma adesso non si vedono altro che “Scarabeo”. Le vittorie di Max hanno guidato l’Aprilia alla conquista del mercato degli scooter”




Marco Lucchinelli
“Sulla moto che ha vincerebbero tutti. Ma invece di ringraziare ha sempre qualcosa di cui lamentarsi”




Marcellino Lucchi
“E’ l’Aprilia che ha fatto Biaggi, è lei che l’ha scoperto, ma Max con le sue vittorie ha contribuito a diffondere il marchio nel mondo. Però è anche vero che è arrivato all’Aprilia nel momento in cui ha superato la Honda, mettendogli a disposizione una moto vincente. E poi c’è la squadra. Se il Team valesi non avesse chiuso i battenti, Biaggi non avrebbe potuto contare sugli uomini che gli hanno risolto parecchi problemi di messa a punto e lo hanno aiutato nella messa a punto e lo hanno aiutato nella scelta delle gomme. La bravura dei tecnici fa pesare la bilancia dalla parte dell’Aprilia.”




Wayne Rainey
“Secondo me in ogni vittoria la percentuale dei meriti va sbilanciata a favore del pilota, però il suo è un caso un po’ particolare perché è il solo a guidare l’Aprilia. Mi sento di poter dire che Doohan vincerebbe anche con la Yamaha o la Suzuki. Mettiamola così: se Biaggi è una roccia, Doohan è una montagna”




Jan Witteween
“La percentuale dell’Aprilia supera il 50 percento. Non era il solo a in grado di portare l’Aprilia al successo, ma la storia dice che lo ha fatto solo lui. Però non ci ha lasciato vincere con un altro.”


(post di alexcondor)

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1999 - fine anno .... adesso che Rossi verrà tra i grandi si accorgerá che ..................................

2000 - visto?, non ha vinto il mondiale , e questo è indice della sua forza

2001 - mi ha battuto perchè la Honda ha tirato fuori il gioiellino che teneva in serbo per lui da anni e anni....

2002 - mi ha battuto perchè la mia moto era una moto-cesso e lui aveva la moto-nasa ....

2003 - mi ha battuto perchè io ho la moto privata e Pons é avaro e non mi compra la carena nuova ....

2004 - mi ha battuto perchè la Yamaha ha fatto tutti gli sforzi che non aveva fatto con me ....

2005 - mi ha battuto nell'anno dei problemi ....

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IL PARERE DI MAX, PASSATO ALLA SUPERBIKE
Biaggi: «La solita fortuna di Valentino...» Dall’inviato
Pasquale Di Santillo
LATINA - Il giubotto rosso è tutto un programma. “Ready to ride”, « Pronto per correre» . E questo lo avevamo capito. Morde il freno, Max Biaggi. Ve­dere quelle supermoto che si rincorrono sul tor­tuoso tracciato del Sagittario di Latina, gli fa bril­lare gli occhi. Avrebbe voluto correre anche lui, anzi era già nel programma. Poi, ha deciso, perchè ha capito, che non era il caso di rischiare di rovi­nare tutto, dopo averlo inseguito per un anno inte­ro. L’accordo con la Suzuki meritava rispetto a co­sto di tutto. E lui gliel’ha dato. Per riuscire a par­larci, si deve prima esibire in uno slalom degno di Rocca o Tomba, perchè la popolarità non l’ha ab­bandonato nemmeno per un attimo. La gente igno­ra Rocco Siffredi presente anche lui a Latina, som­merge invece Max. Anche dopo un anno di assen­za.
Uno striscione lo invoca: «Ovunque porteremo le tue gesta: Max in pista» . Alla fine, lui dribbla tutti compresa la tv per la quale fa da commenta­tore e si concede.
Visto il Gp dell’Estoril? Scuote la testa e sorride.

«Certo che l’ho visto, ancora non ci posso credere».
Che ne pensi dell’errore di Pedrosa che ha fatto fuori il compagno di squadra Hayden?
«Un errore ci può stare, magari è stato fregato dalla troppa sicurezza che ti può togliere la corret­ta visione della realtà in certe situazioni. Gli è scappata la ruota anteriore sul cordolo e immedia­tamente ha capito che cosa aveva combinato. Si­curamente nel lungo viaggio di ritorno avranno molto da dirsi. Forse non c’era un ordine di scude­ria dalla Honda. Visto come è andata era meglio che ci fosse stato»
E Valentino? « Lui fortuna l’ha sempre avuta. Quest’anno sembrava aver incocciato in una serie negativa, questo episodio ha rimesso tutto a pari. Che vuoi che dica, meglio che non aggiunga altro».
Allora, pronto per la SBK? «E’ per tutelare un progetto lungo un anno che ho rinunciato a questo corsa. Questa stagione di lontananza dalle gare mi ha forgiato, spero mi abbia reso migliore . Se nel passato avevo fatto errori di gestione, adesso ho lasciato tutta la parte esterna ad una struttura manageriale e io penserò solo alle corse. La mo­to? Sicuramente ci vorrà del tempo per capirla be­ne. I test di Magny Cours sono stati sgrassanti, per buttare via la ruggine dopo tanto tempo ,ma ho bi­sogno di lavorarci tanto per raggiungere i massi­mi livelli. Intanto do appuntamento a tutti a saba­to 28 per la nuova sessione di test a Vallelunga. Sa­rà aperta al pubblico. Perchè il rapporto con la gente è sempre rimasto lo stesso. Si vede che loro hanno capito bene come sono fatto, altri non lo so».

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Torniamo alla tecnica: un sommo ingegnere della MotoGP mi ha messo al corrente di una nuova scoperta, frutto di studi, brainstorming, algoritmi e (temo) di qualche ammazzacaffè di troppo: lo spostamento spiroidale del pivot.
E vero, esiste e funziona così: il pivot, detto anche perno del forcellone, è uno dei punti più critici detta moto e il suo posizionamento influenza il comportamento dinamico della moto.
Per piazzarlo si fanno studi, simulazioni collaudi e poi si decide: sto benedetto perno lo piazziamo qui che va bene!
Poi si scopre che non va tanto bene. Magari la moto ha poca trazione o, male dei mali e somma disgrazia, inizia a saltellare come un tarantolato afflitto dal morbo di Parkinson.
E allora ci si riunisce, ci si mette davanti al computer, si fanno brainstorming di ore (non so cosa sia di preciso, ma dicono sia molto importante, specie nelle aziende con più di cinque dipendenti, altrimenti si chiamano scazzi ).
E il tecnico sposta il pivot: un po' più in alto, un po' più in avanti. E il pilota va in pista e scopre che la moto si impenna appena tocca il gas in sesta.
Si ricomincia da capo tra bestemmioni e minacce di morte, saldature vecchio stile e un po' meno computer. E il pivot si abbassa e arretra.
Adesso La moto non si impenna più, ma la ruota posteriore non scarica potenza e gira a vuoto anche in sesta a metà gas.
Intanto la stagione va avanti e i punti in classifica latitano, gli sponsor si incazzano. I piloti trattano con tutte le squadre, compresa la Juventus, il Boca Juniors e il MotocLub Desio per le gare d'epoca.
E i tecnici rispostano il pivot, questa volta fidando nel culo, sommo rimedio a molti mali.
Adesso tutto va bene, peccato che inclinando La moto di 7 gradi (in pratica le mie pieghe estreme) inizi un chattering che solo Biaggi saprebbe descrivervi.
E allora il pivot viene piazzato nello stesso punto nel quale si trovava ad inizio stagione. Il pilota prova e dichiara soddisfatto e radioso: “Ottimo, ha trazione, non si impenna, non saltella. È quasi perfetta, se l'avessi avuta ad inizio stagione avrei vinta il mondiale, come minimo” .
Nel box qualcuno tenta il suicidio, lo fermano appena in tempo.
La moto, una scienza esatta.

masetti

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25 settembre 2005
Da motonline

- Rossi è campione del mondo, cosa dici?
"Gli è andata bene, di sicuro io non sono mai stato in grado di combattere. Mi ha battuto nell'anno dei problemi. Uno che punta al mondiale e alla prima gara parte con il 17esimo tempo non può farcela. In ogni caso lui ha vinto il suo campionato e bene. Io sono stato in condizione di combattere solo un paio di volte".

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da un vecchio topic:

Cita:
Visto che hai parlato della carena ... eccoti due perle del 2003 ... iniziamo proprio dalla carena ....

Cita:
La carena ? Non ce l’ho. Cosa posso dire ? Che per me è una situazione demoralizzante . Molto. Io faccio del mio meglio in pista , mi piacerebbe che facessero lo stesso gli altri


e quando gli arriva la carena ringrazia ...

Cita:
Biaggi "La nuova carenatura non risolve i problemi"
"Con la nuova carenatura - ha detto il pilota della Honda - non è cambiato praticamente nulla sulla mia moto, a parte il fatto che con la nuova veste è più carina da vedere. Funziona meglio il convogliatore dell'aria ma non fa certo la differenza".


mentre per TV aveva cercato di stemperare la tensione ...

Cita:
Intervista TV : “Non facciamo polemiche , che non servono a nessuno , La carena nuova è arrivata , con 3 gare di ritardo, ma è arrivata , adesso ce l’ ho , ma non risolve i problemi ….”



Certo che pensare che possano andare daccordo due che si trattano in questo modo ,

Cita:
“ Se Sito Pons mettesse tanto impegno nel parlare con la Honda quanto ne mette per appiccicare gli adesivi sulla moto con precisione millimetrica , le cose andrebbero meglio


oppure

Cita:
"Do tutto ma Pons non fa altrettanto"

"Con Sito ho rapporti discreti ma questo non mi impedisce di dire che non sempre ha dato il 100% per ottenere quanto gli avevo richiesto.”

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Dom Set 07, 2008 7:46 am Oggetto: La Ducati "tradisce" Biaggi che pensa al ritiro

da GPone

La Ducati porta in pole Bayliss e "tradisce" Biaggi che pensa al ritiro

http://www.gpone.com/news/News.asp?NNews=2658

Bayliss ha centrato una pole bagnata a Donington davanti a Kyonari e Checa, ma non è di questo che si è parlato sul circuito di Derby, né della caduta di Corser mentre gliela stava strappando, a venti metri dal traguardo. A Donington, invece, si è parlato delle speranze di Max Biaggi di approdare alla Ducati arrivate al capolinea sul circuito inglese.

Dunque la Ducati ha deciso: per sostituire Bayliss ha scelto Haga, lasciando cadere l’opzione su Max Biaggi. Sembra che a spingere fortemente per questa soluzione siano stati i vertici della Casa e non i tecnici. Non è che la cosa cambi di molto le carte in tavola: del resto in un mondo, quello del motociclismo, che sta pericolosamente prendendo gli atteggiamenti peggiori della parte peggiore di altri sport, come il calcio e la F.1, ci sta che a pesare, oltre che a considerazioni tecniche, sia la simpatia e l’antipatia. E quando a farsi nemici, bene, Max Biaggi non è mai stato secondo a nessuno.

Nella sua carriera il Corsaro è riuscito a farsi appiedare da Ivano Beggio, dopo tre trionfi consecutivi con Aprilia in 250; ha brutalmente avuto a che dire con la Yamaha (e non tutti i torti stavano dalla sua parte perché la Yamaha di allora non era quella di oggi), e poi ha rovinato i suoi rapporti anche con la Honda, che dopo averlo accolto in HRC ha ottenuto che fosse ostracizzato dalla MotoGP. Passato alla Superbike ha scontato un anno sabbatico, ma meglio sarebbe dire “di purgatorio” prima di approdare alla Suzuki. Dalla quale è uscito, con qualche fiammata ma sostanzialmente senza troppe polemiche.

La Ducati, nel 2008 è stata per lui l’ancora di salvezza, per questo appare poco comprensibile la scelta di Borgo Panigale. Se era ad Haga che puntavano, potevano far scadere la prima opzione senza tirarla così tanto per le lunghe. Incredibilmente in questa occasione Max non ha aperto bocca. Avrebbe potuto, forse, ma non ha voluto.
Invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia, si dice, ed è vero: la Ducati l’ha lasciato a piedi. Ma ancora, non è questo che ci stupisce.

Quello che fa rimanere con la bocca aperta, invece, è il fatto che Max Biaggi sia l’unico pilota nella storia del motociclismo a muovere le masse, appassionare il pubblico, dividerlo fra chi lo ama e chi lo odia, e dunque in definitiva riempire i circuiti, che non sia riuscito a farsi appoggiare dagli organizzatori del suo sport.

Non lo aiutò, né protesse un tale investimento di spettacolo, Carmelo Ezpeleta della Dorna, né lo hanno fatto i fratelli Paolo e Maurizio Flammini della FGSport in Superbike.
Il contrasto con il supporto ricevuto da Valentino Rossi (Ezpeleta minacciò il monogomma pur di fargli avere le Bridgestone) è stridente, ma dopotutto Carmelo ha anche recentissimamente aiutato Dani Pedrosa a fare un enorme danno di immagine alla Michelin.

Ora va bene che Valentino è simpatico e per di più vincente, ma Pedrosa non è un mostro di simpatia, ha un entourage imbarazzante e, finora, non ha certo spaccato il mondo. E comunque alcune mosse del passato di Biaggi andrebbero rivalutate alla luce di quanto accaduto. A partire dalla gommetta del sabato, passando per fatti pochi noti al pubblico.

La differenza è che i suoi avversari sanno fare politica, Biaggi no.
In fondo la cosa non suscita in noi alcuna repulsione. Forse perché in Italia “politica” è sinonimo di inciucio, scorrettezze, protezione oltre misura dei propri interessi personali.

Max Biaggi, invece, quando supera il livello di guardia, se non gli stai a genio e non ti ha sotto mano ti manda un bell’SMS: “vatti a fare…”. Lin Jarvis, gran capo della Yamaha in Europa, ne sa qualcosa. Non sarà elegante, ma è diretto.

Il risultato, comunque, è quello che è. Ovviamente Biaggi ha le sue alternative. Aprilia o BMW. Il fatto che non si sia già diretto a Noale o Monaco sottolinea che il romano nelle sue scelte non si è preoccupato del denaro, bensì della competitività.

A questo punto, con un po’ di coerenza, a Max non resterebbe che il ritiro. In fondo, come si dice, non si va in Paradiso a dispetto dei Santi. E il suo valore, certo, non cambierebbe con un titolo in più. Inoltre Biaggi darebbe alla Superbike un segnale più forte lasciando che restando. Perché è indubbio che l’interesse nel mondiale delle derivate di serie sia aumentato anche grazie al suo arrivo. Ma, come sa chiunque lo conosca, non aspettatevi soluzioni semplici da Max.

Ernesto Emmi

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MessaggioInviato: sab 07 feb, 2009 8:08 pm 
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Biaggi: "Schumi in moto?
Se vuol rompersi le corna..."


Max si confessa a Riders Italian Magazine: "Valentino mi dovrebbe ringraziare, prima di me il Mondiale lo vedevano cinquecentomila persone. Schumacher corre in moto? Fatti suoi. Se ha voglia di rompersi le corna a 40 anni faccia pure..."


MILANO, 5 febbraio 2009 - Max Biaggi a tutto tondo. Il centauro romano si confessa a Riders Italian Magazine, che nel numero in edicola domani gli dedica la copertina.
RIVALE - Il nemico numero uno resta sempre Valentino Rossi: "Mi dovrebbe ringraziare. Prima di me il Mondiale si trasmetteva su Tele+ e lo vedevano cinquecentomila persone. Lui è stato molto furbo in determinati momenti, con me e con la stampa. E’ sempre stato lui a stuzzicarmi. Con la bambola e non solo". Il riferimento è al 1997, quando Biaggi aveva una chiacchierata relazione con Naomi Campbell e Rossi celebrò il suo Mondiale nella 125 con una bambola gonfiabile con scritto "Claudia Skiffer".
MELANDRI - Il pilota romano racconta poi un aneddoto che ha per protagonista Marco Melandri: "Eravamo in Australia, dopo cena. Appena mi vede, mi viene incontro e mi fa: "Ciao Max, come stai?". Il suo alito puzzava di alcol, aveva bevuto. "Volevo dirti una cosa: io a te ti stimo, vai forte anche con la Yamaha, secondo me sei il più forte, vai veramente forte, solo che mi dicono che non devo tifare per te, non vogliono…".
TIMIDEZZA - "Sono sempre stato antipatico perché mi manca una caratteristica fondamentale: la paraculaggine - racconta l'ex campione del Mondo -. La gente a cui non piace Max Biaggi non ha mai conosciuto o capito la mia timidezza. Io sono abbastanza timido. Sono diventato diffidente perché ho capito che se non stavo attento potevo essere vittima di un sistema spesso ipocrita e invidioso. Le mie fidanzate solo una copertura? Questa non mi è mai arrivata. E’ una c.. così grande che… è una bomba".
SCHUMI - Max ne ha anche per Michael Schumacher, che dopo aver dominato la Formula 1 sta pensando di entrare nel circus delle moto. "Schumacher corre in moto? Fatti suoi. Se ha voglia di rompersi le corna a 40 anni faccia pure. La moto è un hobby pericoloso per chi non c’è mai andato".
DUCATI - Biaggi prende poi di mira la Ducati: "La MotoGP è una gara di numeri, su quanto guadagni al giro e quanto perdi, non di moto. La SBK dà più soddisfazioni, è più divertente. Certo, se su 14 campionati 12 li ha vinti Ducati significa che qualcosa non va anche qui…".
gasport

da Gazzetta dello Sport e da http://sport.sky.it/sport/motori/2009/0 ... chumi.html

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 Oggetto del messaggio: Re: Biaggi vintage
MessaggioInviato: ven 08 gen, 2016 4:15 am 
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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/08/18/il-tormento-di-ieva-uomo-che.html

IL TORMENTO DI IEVA L' UOMO CHE SCOPRI' MAX

ROMA - Dice che ha avuto paura. Lo dice con queste parole: "Ho avuto paura". Alberto Ieva, tre volte campione italiano, erano gli anni Settanta. Nelle foto è quello steso fuori dal sidecar, un prodiere senza trapezio e sotto non c' è il mare, c' è l' asfalto che corre a duecento all' ora. E' anche quello con la Malanca 50, venti centimetri fra la sua testa e lo spigolo d' un muro, i circuiti erano così, allora. "Ma non è stato lì, no lì non ci pensavo. E' successo un' altra volta, un giorno, in Germania, ero arrivato la mattina coi meccanici, avevo preso la moto che restava, l' ultima di tre. Un freddo da non crederci, e io lì con due maglioni addosso. Il circuito non lo conoscevo, l' ho imboccato alla rovescia. Fermati, riparti. Mi fermo, riparto. Ventitrè chilometri a giro, 180 curve. Era ghiacciato. Un po' pioveva un po' nevicava, mi ero messo in coda a un tedesco e quello spariva dietro ai dossi. Poi per sette, otto chilometri non incontro nessuno. Penso: e se casco, chi mi raccoglie qui? Arrivo al box, e mi fanno: a posto Ieva, quanti giri hai fatto? Uno. Come uno? Andiamo bene...". Dice che si sentiva un' uggia dentro, e rabbia. Allora ha preso la moto, l' ha buttata lì e ha detto ai tedeschi che non lo capivano, e agli italiani che lo capivano benissimo: "Andiamo male, invece. Qui ci correte voi, arrivederci". Nurburgring, primo maggio 1972. "Ho avuto paura, e non me l' hanno perdonata. Morbidelli mi ha pagato la stagione, è vero, era una persona seria. Però dopo niente è stato più come prima". Dice che è contento ora di fare il capo dei motociclisti del Senato, a dicembre va in pensione e sono stati anni belli, questi, a girare per Roma a trenta all' ora dopo aver corso la vita a 300. "L' ho fatto per la mia famiglia, quando è nato mio figlio non c' ero, non ci sono stato mai. I titoli, sì, e poi in squadra con Angel Nieto, 13 volte campione del mondo. Ma ora guardo Marco che ha 25 anni e penso: chissà, magari era di questo che avevo paura. Di una vita normale".
Perché la paura - dice Alberto Ieva che ci è entrato dentro e si è fermato a guardarla - "la paura ti corre accanto tutta la vita e non è vero che devi solo essere più veloce di lei, in moto. Te la porti in sella sempre, accanto sempre, ed è quando te ne accorgi che hai vinto davvero. Questi ragazzi, adesso, che dicono di non conoscerla dicono una bugia: per un fatto semplice, perché se non hai paura, non puoi avere coraggio". Questi ragazzi sono soprattutto uno, Massimo - lo chiama lui: Massimiliano Biaggi. "E' una brutta storia, mi pesa e non so se ho voglia di parlarne. E' che gli devo tanto, forse più di quanto lui deve a me. Io avevo chiuso con le moto, dopo aver visto morire Buscherini e Tordi, al Mugello, dopo la Germania. La mia stagione era finita: quando ho cominciato, nel '64 arrivavo a Vallelunga con una Morini, levavo la targa e il faro e partivo. Dopo le gare - c' era Agostini, c' era Pasolini - si andava al cinema, e il lunedì a lavorare, in officina. Era un' altra storia. Poi sono arrivati i soldi, e quella roba lì è finita. Dall' 81 all' 89 non ho voluto nemmeno più leggere un giornale, niente. Poi è successo che questo ragazzino che ci girava per casa, Massimo, mi ha detto portami a fare un giro, Alberto. Lui viveva da noi, praticamente, da quando i suoi si erano separati. Eravamo vicini di casa, facevamo le vacanze insieme, a Ventotene, lui e Marco erano sempre attaccati. Allora il padre gli prese una Cagiva C10, e io lo portavo a Vallelunga a vedere le corse. Le avevo sepolte e sbagliavo: avevo un conto in sospeso con le moto, l' ho chiuso con lui. Eravamo sulla Sacrofanese, un giorno, lui aveva già l' Honda 125 ma non ancora 18 anni, io ero su una mille. Mi stava attaccato, ero al limite e non lo scollavo. Mi venne quasi paura". Appunto, paura. E allora? "Allora dissi al padre: Pietro, il ragazzo deve correre. E lui: ma no, farà come coi computer, poi si stufa. E invece non si stufava. Ma con le moto si possono anche fare i soldi?, mi chiedeva. Si può, si può. Il primo giro sul circuito di Vallelunga l' ha fatto con una tuta che aveva scritto 'Ieva' , e col mio casco. Un giorno gli ho detto: prendiamo un' Aprilia. Siamo andati a Firenze, da Mauro Noccioli, e in un pomeriggio per 250 mila lire ci hanno fatto un motore che era una bomba. Era l' 89". Non è una brutta storia, Ieva, è bella. "Diventa brutta ora. Massimo era un guascone. Mangiava quando aveva tempo, dormiva quando si ricordava. Non si allenava, e alle gare dopo otto o nove giri si stancava, allungava le frenate, e cadeva. Finì due gare sole, quell' anno. Io lo trattavo male, forse anche troppo. Poi il padre prese a dirmi: se cade è per colpa tua. Non lo potevo sopportare che mi dicesse così, una volta ci siamo quasi picchiati.
Lo portai al motoclub di Ponte Milvio, loro ci videro dentro, se lo presero. C' era una gara a Bari, Massimo mi disse: Alberto, io mi avvio con loro, tu vieni in treno. In treno? Era chiusa, la partita finiva così. Interessi, rivalità: fiutavano l' affare in tanti, e faceva gola. Non l' abbiamo più visto, e sa cos' è che mi dispiace ora, sa cosa?". Cosa. "Mi dispiace per lui. Perché è vero che adesso è diverso, per correre devi avere i soldi, essere un figlio di puttana. Ma non è per tutti così, per Rossi non è così. Massimo invece ha fatto piazza pulita di tutto, è rimasto solo. Lo vedo: deve dimostrare ogni minuto che vince, perché se si ferma lo stritolano.
Mi chiedo, anche: dov' erano tutti quelli che ora gli stanno intorno quando aveva 12 anni, e stava tutti i giorni a casa nostra, a mangiare con noi, al mare con noi e se si tagliava con una bottiglia e gli mettevano i punti ero io a toglierglieli? Si è fatto di ghiaccio, lo capisco. Ha detto: devo fare senza? Farò senza, del tutto. Mia moglie ci ha sofferto, mio figlio pure. Io son stato zitto. Però mi dispiace, perché la vita non sono Frizzi e Fiorello, quelli lo usano come passerella: quando non sarà più nessuno questi qua non li vede più. C' è qualcuno che glielo spiega, a Massimo?".
Non saprei, Ieva. Forse. "Forse no. Mi scusi lo sfogo. Ecco vede, sono stato zitto otto anni e ora magari questa roba vista sul giornale sembrerà un' accusa, o un appello, una cosa interessata. Io invece non voglio niente, voglio che le cose vadano bene per lui. Me la fa una cortesia?". Quale. "Lo scriva che è venuta lei a cercarmi, che non l' ho chiamata io. Perché ho paura che Massimo non capisca, ho paura che se ne abbia a male".
Ha paura, certo.

Conchita De Gregorio
18 agosto 1997

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