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 Oggetto del messaggio: Intervista a Rossi
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Anonimo Varesotto
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http://www.video.mediaset.it/video/stud ... tobre.html

Un'intervista di Terruzzi a Valentino Rossi (inizia al minuto 13.15).

:cincin:

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dal Corriere della Sera:
«In Ducati da rockstar
e con una spalla da sistemare»
Valentino Rossi: «Se noi e la Yamaha non ci svegliamo quelli della Honda quest'anno nemmeno li vediamo»
L'INTERVISTA

«In Ducati da rockstar
e con una spalla da sistemare»

Valentino Rossi: «Se noi e la Yamaha non ci svegliamo quelli della Honda quest'anno nemmeno li vediamo»

Dal nostro inviato ALESSANDRO PASINI


LOSAIL – Valentino Rossi, si ricorda un anno fa? Stessa pista, stesso deserto, eravamo qui a parlare del suo migliore precampionato di sempre e sappiamo com’è andata. Adesso che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Ah, speriamo che la stagione vada al contrario del precampionato anche stavolta! Mi ricordo bene di un anno fa: c’era ottimismo, nei test ero andato fortissimo e qui ho pure vinto, anche se con un po’ di fortuna perché Stoner è caduto. Poi, con l’incidente in motocross e l’infortunio alla spalla destra, è iniziata la mia via crucis. Perché questo è stato il mio 2010: una via crucis».
Ce la racconti.
«Ho vissuto momenti di sfiducia bestiale, ero giù di morale. Tu fai terapia, ti curi, ma capitano giorni che ti fai un mazzo così e non migliori. E poi il guaio è che ho capito che cos’avevo veramente solo quando mi sono operato».
Ma com’è stato possibile?
«Mah. A volte succede che soltanto quando intervieni ti accorgi di cose che non avevi visto con gli esami».
Dunque ci sono stati errori nella diagnosi, sottovalutazioni iniziali?
«All’inizio hanno detto che la spalla non era nemmeno da operare, poi quando l’hanno aperta s’è scoperto che era distrutta. Sinceramente, non mi so dare una spiegazione».
Adesso a che punto è?
«Mi fa perdere mezzo secondo al giro. Sto al 70 per cento della forza, ma quello che mi preoccupa è la resistenza allo sforzo. Oggi dovrò soffrire, soprattutto nella seconda metà della gara».
Parentesi: il motocross lo rifarà mai più?
«Ah no! Farsi male così è capitato a tanti piloti, ma per me è stato devastante».
Ma non era meglio operarsi prima del 14 novembre?
«Nel periodo in cui ho operato la gamba rotta al Mugello no, sarebbe stato impossibile gestire due convalescenze e insieme. Dopo forse sì, a settembre. Magari ora sarei più in forma. Però non volevo saltare delle gare e, soprattutto, volevo provare la Ducati a Valencia: il test è stato negativo ma almeno ci siamo portati avanti».
Ecco, la Ducati. Come spiegherebbe gli attuali problemi tecnici a un inesperto di moto?
Valentino Rossi in un disegno di Amosink

«La Desmosedici è stata sempre concepita come moto performante ed estrema, ma secondo me questa non è la via vincente. Per me si può andare più forte anche se la potenza non è stratosferica, con una moto più facile da guidare, diciamo più simile a una da strada. Bisogna lavorare di fino e qui nessuno l’ha mai fatto».
Insomma, c’è un Messi in sella a una moto pensata per Rooney.
«Sì, è proprio così. Rooney-Stoner la guidava a suo modo e andava forte, anche se poi non vinceva i Mondiali, perché non dimentichiamo che questa Ducati è un’altra cosa rispetto a quella con cui vinse il titolo nel 2007. Comunque lui la faceva andare bene, io non ancora. Difatti sto ancora cercando di capire come la guidava Stoner».
Rossi studia ancora motociclismo, alla sua età?
«Beh, se uno non ha un po’ di umiltà e non si mette in discussione ha già perso, nello sport e nella vita. Stoner era bravo a sfruttare le cose positive, mettendo una pezza su quella negative e guidando in maniera più strana».
E lei in questo finora che voto si dà?
«Sei».
A proposito di Stoner: ha ribadito venerdì che lei è un pilota scorretto…
«Sì, certo, sono d’accordo con lui…».
La Honda attuale è imbattibile?
«Ha spostato in alto l’asticella. È più veloce, ha più potenza ed è più agile. Stoner e Pedrosa hanno capito di avere in mano una bomba e hanno preso fiducia. Se noi e la Yamaha non facciamo un grande passo in avanti, non li vedremo mai».
Le serve insomma un’impresa come l’Inter a Monaco.
«Forse più grande! La Honda è tornata ai tempi miei e di Doohan».
Dopo sette anni dal suo addio era il minimo…
«La loro politica aggressiva sta pagando. Quando loro decidono di muoversi davvero fanno ciò che vogliono».
Le troppe punte Honda possono favorirla rubandosi punti?
«Speriamo! In fondo quelli buoni sono quattro, perché c’è anche Simoncelli. Ma non vorrei essere troppo ottimista…».
Il suo amico Sic la proccupa?
«Al momento è più forte di me».
È lui il possibile outsider?
«Lui e Spies. Ben è uno bravo bravo e metterà in difficoltà Lorenzo».
Che beffa: Jorge pensava di essersi liberato di un rompiscatole di nome Rossi ed eccone subito un altro…
«Credeva lui! Ma questa è la vita. C’è sempre qualcuno che vuole fare meglio di te».
Ma le è davvero così antipatico?
«Precisiamo. Da Chiambretti è comparsa una foto di Lorenzo, tutti hanno fatto “buuh” e allora io ho fatto la battuta: vedete sono tutti d’accordo… E comunque anch’io penso di stargli antipatico, dunque siamo pari. Del resto non si può piacere a tutti, e io penso di avere un saldo positivo in simpatia».
Su Facebook c’è la pagina «Anch’io odio Lorenzo», ha oltre 8000 fan.
«Me l’han detto. Io però non lo odio e non mi iscrivo».
Ma lei è iscritto a Facebook?
«No, ma sto lavorando per fare una pagina. Presto ci sarà qualche novità».
La rivalità con Lorenzo è come quella con Biaggi?
«Ancora no. Se faremo qualche battaglia in pista può diventarlo. E comunque, a parte questi discorsi, io dico che Lorenzo è molto forte».
Parliamo di Ducati: ha detto che non è stato un colpo di fulmine.
«Stavo molto bene in Yamaha, mi dicevo: chi me lo fa fare?».
Lorenzo, forse?
«Il problema non è stato lui. C’erano due gruppi contrapposti: il mio, capitanato da Furusawa, e quello di Jarvis che sosteneva Lorenzo. Con Furusawa che andava in pensione io non mi sentivo più protetto».
Insomma, più che scelta di vita una scelta obbligata…
«Ero diventato un nemico in casa. Meglio andarsene».
E la Ducati era lì ad aspettarla da un po’.
«Filippo Preziosi mi ha conquistato come fece Brivio in Yamaha nel 2003. Del resto come fai a non essere conquistato da uno come Filippo?».
Qual è la sua qualità più bella?
«È un genio. E poi ha una passione pazzesca per la moto».
Il progettista genio e il pilota fenomeno, ovvero i Mogol e Battisti della motocicletta…
(ride) «Ah magari! Ma per esserlo dobbiamo arrivare davanti. Per ora siamo più gli 883, si ricorda? Lui è Max Pezzali e io il biondo che ballava e basta…».
La Ducati era nel suo destino?
«Non credo nel destino. Penso che la vita si indirizzi con le proprie azioni».
E quanto assomiglia questa avventura a quella in Aprilia con cui lei cominciò la carriera?
«Qui è diverso. Qui lo spirito di appartenenza è più forte».
Infatti nel mondo rosso è delirio: una fabbrica ai suoi piedi, 30 mila persone in piazza Maggiore, retorica a fiumi sul made in Italy. Emozioni?
«Enormi. In piazza sembrava un concerto, roba da rockstar. Ma lo sapevo: il ducatismo è questo. Il tifo ce l’abbiamo, quello è sicuro. Ora pensiamo al resto…».
Qualche ducatista, però, storce il naso. Come mai secondo lei?
«Quando uno vince molto ed è molto amato, è normale che possa urtare qualcuno. E poi ci sono due gruppi diversi di oppositori in rosso. Uno è quello di chi mi ha sempre visto come avversario e dunque fa fatica ad abituarsi: andrà conquistato con le vittorie. L’altro è di quelli a cui io sto sulle balle per definizione: questi tenevano per Biaggi, Gibernau, Capirossi, Stoner, insomma tutti fuorché me. Succede. Ce ne faremo una ragione».
Si sente come Leonardo, passato al grande nemico?
«Un po’ sì, anche se nel calcio cuore e passione contano di più. Da noi è diverso: se è vero che quando guidi la Ducati devi essere anche un ducatista, le giapponesi hanno decisamente meno appeal… E comunque Leonardo al Milan lo hanno trattato male, che cosa doveva fare?».
Meglio lui o Mourinho?
«Leo mi piaceva già al Milan, figurarsi adesso che è all’Inter. L’Inter di Mourinho era ancora più forte perché ha vinto, ora vediamo che cosa farà questa. Di sicuro la goduria di Monaco è stata eccezionale, con tutti i milanisti che, già usciti dalla Champions, ci gufavano…».
Ecco, i gufi. Ogni sportivo ha i suoi. Come ci si difende?
«Intanto, più ce ne sono meglio è. Il gufo porta fortuna, lo vedo anch’io: quando gufo Milan e Juve, di solito non funziona».
Ha parlato di voglia di Superbike, fra cent’anni. Come dire: grande passione, poco snobismo.
«Sì, io amo questo sport. È la mia vita. E la Sbk sarebbe un bel modo per chiudere il cerchio, dopo almeno altri due anni di Ducati e prima di passare in macchina».
Non penserà ancora alla Formula 1, eh?
«No no, zero Formula 1, anzi cancelliamo l’argomento: farò Superbike, poi vedremo».
Ieri a Tavullia ha aperto «Da Rossi» e stasera saranno tutti lì a vedere la sua gara. Che fa, diversifica?
«Sì, è una delle mie attività da manager di me stesso. È un locale che ho aperto con tre vecchi amici, sarà fatto di pizza, piadina, calcio e MotoGp».
Ha detto che per questa sua nuova avventura sente più sostegno all’estero che in Italia. Possibile?
«Da noi essere profeta in patria è dura. In Italia c’è molta invidia. La gente perde un sacco di tempo a criticare quello che fanno gli altri anziché impegnarsi a fare bene le cose che sa fare. All’italiano sminuire il lavoro altrui dà proprio gusto. Senza contare la classica argomentazione per spiegare il successo degli altri: ha avuto solo culo!».
Un tifoso sul web però ci ha scritto: Rossi è l’unico che ci rende orgogliosi dell’Italia nel mondo.
«Ah, diobono, questa è forte. Posso solo dire che spero di meritarmelo».
Ma lei è solo un pilota: non dovrebbe essere anche qualcun altro ad assolvere questo compito?
(ride) «Mi sa di sì».

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MessaggioInviato: lun 30 mag, 2011 4:34 pm 
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da gpone:

Valentino Rossi è stato intervistato in esclusiva da Sky Sport24, in occasione dei primi 1000 giorni di trasmissione dell’all news sportiva di Sky. E' una intervista "rapida", ma tant'è, ve la riproponiamo come la hanno fatta i colleghi di Sky Sport24.

"Tanti auguri a Sky Sport24 perché sono 1000 giorni. Vi seguo sempre, soprattutto perché ci sono delle belle ragazze, le saluto tutte. Tanti auguri e 1000 altri di questi giorni".

Tra dieci anni come ti vedi: commentatore tv, magari a Sky; sul divano con almeno due figli a guardare la tv; con qualche ruga in più, ma sempre in moto?

"Spero con qualche ruga in più, ma sempre in moto".

Con chi vai a pranzo: Biaggi, Lorenzo o Stoner?

"Nessuno".

Con chi vai a cena: Berlusconi, Bersani o Fini?

"Forse Berlusconi. Perché, forse, è più divertente, ha più cose da raccontarmi , non per una questione politica. Però, non lo conosco".

Ha mai pensato di prendere Leonardo già l’estate scorsa? Era già un scelta possibile?

"Come caratteristiche era una scelta, come caratteristica della persona. Se avessi trovato un altro allenatore che avesse quel modo di fare andava bene. Lui preferiva farsi un periodo non di vacanza ma di allontanamento da quel ruolo. Ho sentito che andava in Inghilterra e mi sembrava antipatico nei confronti di tutti, anche del Milan, fare una cosa del genere, anche nei suoi confronti, perché andavo a scioccare una decisione che Leonardo in quel momento aveva preso. Poi, invece, quelle caratteristiche mi sono rimaste care e quando è stato il momento mi è sembrato fossero quelle per riportare un certo clima e così è andata e Leonardo ha fatto quello che mi aspettavo e forse molto di più".

Il dopo cena lo passi con: Belen, Canalis o Bellucci?

"Canalis".

La cosa più imbarazzante che ti potrebbe capitare con una ragazza: fare cilecca; record di velocità; ti chiede il numero di Stoner.

"Tutti e tre sono abbastanza imbarazzanti".

Vuol dire che il record di velocità lo hai già fatto?

"E’ capitato, svariate volte".

Cosa non vorresti mai che accadesse da tifoso dell’Inter: Mourinho allenatore del Milan; Materazzi che chiude la carriera alla Juventus; l’Inter in Serie B?

"L’Inter in Serie B, perché noi non ci siamo mai stati. Direi, l’Inter in Serie B".

Materazzi va alla Juve e pazienza.

"No, tanto lo so che non ci va".

All’Inter vorresti: Sanchez dell’Udinese; Tecez del Manchester City; Pastore del Palermo?

"Sanchez ".

Ti piace tanto?

"Si".

Se vinci il tuo decimo titolo mondiale, prometti di: niente sesso per sei mesi; vado in barca con Stoner; conduci all’alba un’edizione di Sky Sport24?

"Questa, però, è una cosa tendenziosa, perché voi sperate che io venga a Sky Sport24".

Allora, ti chiudi in un convento con Uccio e Albi per quattro mesi.

"Vado con Stoner in barca, tanto so che non ci viene. Quindi, è una cosa che non succederà mai. A parte che se vinco il mondiale posso fare tutte e tre le cose".

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MessaggioInviato: gio 23 giu, 2011 10:25 am 
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Mr. Beer
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"Sono vecchio e gli altri più veloci ma l’amore dei fan mi ringiovanisce"


nostro inviato ad Assen

Valentino, dopo fratture, operazioni, delusioni e cadute sembra… più giovane.
Ride. «Soffrire ringiovanisce, ma la battaglia con l’anagrafe è persa in partenza. Tutto è più difficile, bisogna impegnarsi di più, però… però è vero: non mi sento invecchiato per niente… Ma i 32 anni restano».

A lei mancano le vittorie, a noi mancano i Gp con un po’ di show, sorpassi e altro. Ora lo spettacolo è in F1, mica qui.
«È vero. Ed è grave: lo show era la forza delle moto, ora invece le gare fanno pena. Eppure lo andavo dicendo da anni: l’elettronica ci rovinerà. E gli altri a ribattere: lo dici per non prendere paga, perché tu con l’elettronica non sai mica guidare... E adesso si vedono i risultati».

Di fatto perché si sorpassa poco?
«Con queste moto e queste gomme si tiene il passo dei primi giri per tutto il Gp. E allora se prendi un secondo al via, non lo recuperi più. Così si congelano le posizioni e diventa tutto noioso. Però sono sicuro che prima o poi la MotoGp lo capirà».

Dopo l’incidente del Mugello non l’ha sfiorata l’idea di ritirarsi. Era il campione del mondo in carica, poteva godersi la vita?
«No. Purtroppo, per noi piloti godersi la vita è correre. Uno deve smettere solo quando non ne può più; se lo fa in anticipo, poi va a finire che soffre. Faccia caso: Jordan si è ritirato presto ed è tornato, Schumi idem e ora è lì che corre anche se non è più veloce come un tempo».

E allora quando capirà che non ne può più?
«Quando facendo le valigie per andare a un Gp penserò… che palle!».

Elettronica a parte, molti ritengono che lo show sia calato perché non c’è più lei a lottare davanti.
«Una cosa è vera: sono l’unico che corre in un certo modo; gli altri non hanno ancora dimostrato di saperlo fare».

Cosa pensa quando vede nella gente dell’ambiente, nei tifosi, quel dubbio negli occhi: Valentino è vecchio, Valentino non è più un vincente?
«Penso che certamente, adesso, è tutto più difficile, questo sì: perché sono un “modello” prodotto nel 1979 e mi devo confrontare con “modelli” molto più recenti, che fanno tesoro degli aggiornamenti successivi. Io stesso, fossi nato nel 1986, oggi sarei migliore…. Sarei più forte, più veloce, più coraggioso, più bravo. Nel senso che comunque è vero: con l’età è normale mettere giudizio, cosa positiva nella vita ma non nelle corse. Per esempio l’incidente: è stato brutto ma è soprattutto la spalla ad avermi fatto perdere un anno e così, nel 2010, in condizioni precarie, sono rimasto un po’ indietro rispetto ai piloti più forti che ora sono più veloci di me. Ma non è detto che non riesca a recuperare, a migliorare. Sto facendo l’upgrading: in carriera ho imparato a guidare tante moto diverse e ora devo imparare di nuovo. A 32 anni è più difficile che a 24, ma non impossibile».

Sì, ma la luce del dubbio nello sguardo degli altri?

«Quello che sognavo da bambino l’ho realizzato. Anzi, sono andato ben oltre. Non è che sono qui disperato. Di periodi così ne ho superati tanti».

Un giornale marchigiano ha indetto una campagna: “Ora non lasciamolo solo e diamogli tutto il nostro affetto”.
«Ma sì, è anche bello che facciano così».

La moto nuova? La Gp11.1 che poi è quella del 2012 con motore 800 e cambio veloce tipo Honda. L’obiettivo è allenarsi qui per fare benissimo al Mugello domenica fra una settimana?
«No. Abbiamo anticipato perché l’altra aveva problemi irrisolvibili, era a fine progetto e non era stata sviluppata bene (stoccata a Stoner, ndr). Se poi questo ci permetterà di fare anche esperienza in vista del Mugello meglio ancora: per me è la gara più importante dell’anno e sento questa nuova Ducati la mia Ducati».

Già, prima volta al Gp d’Italia con la Rossa; e poi un anno dopo l’incidente.
«Ai tifosi prometto che darò il doppio del 100% che già metto sempre. Quanto all’infortunio, no, non è che mi è rimasto qualcosa nell’animo, che ci penso, che ho paura o altro».

Ha negli occhi la stessa luce di Le Mans 2008: arrivava da due brutti anni e poi…
«E poi speriamo di ripetere quei risultati. Cambiammo marcia e andammo a vincere il titolo. Ma ora sarà diverso: la nuova moto non basterà per battere subito la coppia Stoner-Honda che oggi è più forte della coppia Rossi-Ducati. La Honda va, ma Casey è davvero molto in forma. Per cui, prima di sconfiggere lui, pensiamo ad arrivare davanti agli altri. Perché siamo dietro a parecchi».

Non è la prima volta che lei è in crisi. Anche nel 2007...
«È diverso. All’epoca persi due mondiali, ci fu il problema delle tasse, cose molto brutte, difficili. Però se ti fai male in un incidente è tutto diverso perché quando sei in crisi ma riesci comunque ad andare a letto con le tue gambe è una cosa; quando invece ti devono portare a braccia gli amici cambia molto. Però ora mi sento molto bene, sono tranquillo, rilassato, perché mi accorgo che i veri tifosi - non i paraculi che fanno finta ma godono appena ho un problema - mi vogliono bene. Sono più sereno rispetto ai momenti bui del passato grazie all’amore dei fan. Lo vedo e lo sento in ogni circuito; arrivo e mi basta guardare attorno: ovunque vedo bandiere, anche se non sto vincendo. Sento che capiscono le mie difficoltà, sento che mi comprendono, che sanno che ci proverò fino alla fine, che non mi arrenderò, che alla fine riuscirò a far andare bene questa moto».

E la sua Inter riuscirà a trovare un allenatore?
«Ecco, sono piuttosto preoccupato, perché non so bene quale futuro ci attenda. Diciamo che resto fiducioso: anche perché non mi piaceva tanto Leonardo. Umanamente nulla da dire, però alla fine resta un rossonero. Spero che Moratti prenda un italiano da una piccola squadra proprio come fece il Milan con Allegri».

http://www.ilgiornale.it/sport/sono_vecchio_e_altri_piu_veloci_ma_lamore_fan_mi_ringiovanisce/23-06-2011/articolo-id=530984-page=1-comments=1

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Underdogs' Chief
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ho dinuovo speranza :cincin:


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MessaggioInviato: mar 05 lug, 2011 2:45 pm 
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Non è un'intervista... ma un articolo.. ma non volevo aprire un altro topic! 8)

ovviamente sono pienamente d'accordo con l'articolo... ma lo pubblico solo per farvi vedere l'avatar :lol: :lol:

da Il Giornale
Onore a Vale, campione nelle sconfitte

Vedere arrivare i cinque big uno dietro l’altro e poi, dopo una ventina di secondi, un certo Valentino Rossi, ha messo onestamente un po’ di tristezza a chi era abituato a veder lottare il Dottore in ben altri testa a testa. Tornare al Mugello un anno dopo l’incidente per finire nelle retrovie, non dev’essere stata per il fenomeno delle moto una gran bella esperienza. La sua gente, è vero, l’ha acclamato e l’ha coccolato come se in pista ci fosse solo lui. Ma quel vuoto tra quinto e sesto, quel silenzio di motori prima del suo passaggio, hanno dato alla giornata italiana del motomondiale un senso del tutto inedito.
Eppure proprio in questa sua nuova dimensione obbligata, Vale ha saputo dare ancora una grande immagine di sé, forse addirittura più apprezzabile di quella esibita vincendo gran premi su gran premi, mondiali su mondiali. Un Valentino che sfodera tutto il suo orgoglio per risalire da posizioni assurde come quella a cui l’aveva costretto la griglia di partenza, e che fa a sportellate per un sesto posto con piloti come Hector Barbera, o come l’ammaccato Pedrosa di questi tempi, come Edwards e Hayden, gente ormai da un pezzo in fase calante, ci ha dato l’idea della professionalità di questo campione infinito, costretto a lottare con una moto che non riesce a soddisfarlo, ma incapace di rassegnarsi, di dire arrangiatevi, tanto io ho già dato e avuto tutto dal motociclismo.
Un Rossi così forse è ancora più campione di prima. Un Valentino così si merita veramente tutto il tifo del Mugello e dell’Italia incollata alla Tv. Quanti altri, al suo posto, avrebbero continuato a lottare senza risparmiarsi? Quanti avrebbero saputo mettere tra parentesi una carriera straordinaria per lottare nelle retrovie su una moto che potenzialmente può significare molto, ma che per il momento fa solo soffrire? Forse anche per questo Rossi resterà unico. Nelle moto e nello sport italiano.

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chesadafapecampà!
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bell' articolo, grande sensibilitá

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Lo Zio Tazio
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"Io vi daró tutto ... basta che non domandiate nulla!"


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Uorld Cempion 2010

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articolo??? :-o io sono rimasto all'avatar :-o


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