Le pagelle di Jerez Il nostro inviato al Gp di Spagna ha dato i voti a tutti i protagonisti delle gare. 10 a Capirossi, Pedrosa e Lorenzo, ma anche ad un tenace Rossi. Sufficienza per Melandri e Hayden. Da rivedere lo sfortunato Gibernau e la Yamaha
di Marco Masetti
Capirossi 10 e lodi (sperticate) - Vince quella che si può definire la più bella gara della sua vita. Ormoni in libertà, classe da vendere, tattica perfetta e traversi da stunt man. Loris è un poeta della moto e punta al mondiale. La Ducati gode e fa bene.
Rossi 10 - Un sette volte campione del mondo che viene buttato giù e riparte con la moto storta, combatte con Hofmann per il 14° posto, ricorda i grandi del passato. Volete un nome? Mike Hailwood che fece una cosa del genere, scusate se è poco...
Pedrosa 10 - Debutto con i fiocchi, da vero campione. Quelli bravi vanno forte subito e Dani è bravissimo. Nessun timore, nessuna incertezza, si vede che la Honda puntando su di lui ha scelto bene. Applausi a scena aperta, soprattutto per aver provato ad andare a prendere un Capirossi stellare. La paura non esiste nel vocabolario di Pedrosa.
Hayden 6,5 - Dovrebbe essere felice e invece ha un'ombra sul volto. Sa che adesso in casa ha uno che gli sta davanti e che lo ha fatto alla prima occasione.
Melandri 6 - Un week end da incorniciare in negativo: problemi tecnici a raffica, nessun feeling con la moto, il modello 2005 che rispunta fuori... Troppi problemi riscattati da una buona gara corsa in difesa, ma con costrutto. A occhio e con una moto che sente sua, Marco può fare una bella stagione. Se resta nel dubbio, no.
Stoner 8,5 - Bravissimo a debuttare con una spalla menomata e dopo pochissimi test. Questo ragazzino australiano ha un coraggio e una volontà che meritano l'ammirazione. In più ha belle traiettorie e staccate notevoli. Cecchinello fa bene a credere in lui.
Nakano 6,5 - Fa una corsa onesta con una moto che in gara peggiora il potenziale messo in mostra durante le prove. Ma fa anche capire ai tecnici Kawasaki che quando ci sono le Honda da passare, ci vogliono più cavalli.
Roberts 6,5 - Gara onesta, con una moto che non sembra un fulmine di guerra, ma Kenny è ancora capace di guidare una MotoGp e di portarla nella top ten.
Hopkins 5,5 - Gara arruffona, una classica delle sue. L'americano non ha ancora imparato a disciplinarsi e quando entra in bagarre nei primi giri di solito combina danni ai quali, poi, è difficile porre rimedio.
Tamada 5 - Notte fonda per Makoto ancora in crisi con l'anteriore della sua moto. E' in crisi di fiducia e di risultati e si inizia a parlare di taglio a fine stagione.
Edwards 5 - Remissivo per tutto il week end, perde tutte le poche motivazioni dopo aver sfiorato Rossi a terra. Sa che con la M1 di Jerez non si va da nessuna parte e recita una particina piccola piccola.
Vermeulen 6 - Dice che deve fare esperienza e si vede. Resta un tipico pilota SBK, cioè uno che non ama molto passare una giornata a parlare con gli ingegneri e a cercare setting e gomme ideali. Avrebbe bisogno di uno nel team che gli desse una mano, ma Hopkins non sembra l'uomo adatto.
Gibernau ng - Pochi giri (fatti bene) e poi il ritiro causato da un sensore del cambio. La sfiga non lo molla mai. Coraggio Sete.
Ducati 10 - Sarebbe da lode se non cedesse la moto di Gibernau, ma quello che hanno fatto vedere tra gara, prove e test fa paura. Bravissimi, a dir poco.
Honda 8 - Li davano per spacciati, i piloti si lamentavano, poi, in gara, la riscossa. Quando si mettono a lavorare sodo sono decisamente bravi. E poi hanno trovato Pedrosa.
Yamaha 5 - Moto ballerine nel team interno, senza grip con la squadra Dunlop, piloti non troppo carichi. Però hanno Rossi e nella prossima trasferta in Qatar magari vincono alla grande. Imprevedibile.
Kawasaki 6,5 - Ottime prove, gara così così. Resta il sospetto che al motore manchi ancora qualcosa.
Suzuki 5 - Non convince per la qualità delle prestazioni e nemmeno per il mix dei piloti. Da l'idea di qualcosa che ha un buon potenziale non sfruttato. E poi, vanno bene le valvole pneumatiche, ma ci vuole anche il resto, ad esempio la costanza di rendimento.
Bridgestone 10 - Prestazioni e durata. Come a dire, bella, focosa e anche fedele!
Michelin 6- La grande rivoluzione per ora non da i frutti sperati. Le nuove gomme non si adattano a tutti.
Dunlop 5 - Si corre su una distanza 27 giri, non su 10. Ecco un suggerimento importante.
Lorenzo 10 - E' il Biaggi della 250, spietato come il Max negli anni Aprilia. Classe superiore, grinta da pit bull, ma anche lucidità. Chi lo batte è bravo.
De Angelis 8 - Prove iniziate male, poi una rivoluzione tecnica che porta ad un secondo posto. Il distacco da Lorenzo è abbordabile, ma a Jerez ci voleva di più. Ad esempio un motore meno pigro.
Dovizioso 8 - Alla fine si ritrova con la moto che risponde ai suoi ordini (dicono togliendo il tampone di gomma del codone e muovendosi più libero in moto). Questo conferma che i piloti forti quando hanno la moto e un po' di fiducia possono fare grandi cose. Che grinta nel sorpasso a Barbera!
Barbera 6- Perde il duello con Lorenzo, ma anche quello con Dovizioso che lo batte di forza. Esce con le ossa rotte da Jerez.
West 9 - Ha fatto una gara con un'Aprilia kit che molti ufficiali non immaginano nemmeno. Gran pilota e scarsi molti team manager che non lo prendono.
Aoyama Hiroshi 8 - Gran bella gara con la KTM, la moto è in crescita, ma lui è un gran bel manico.
Takahashi 8 - Un sorpasso all'esterno, ai danni di Barbera, degno di un'antologia della moto. E poi una bella gara. Bravo.
Poggiali 6,5 - Corre con la febbre alta e il morale basso. Però sa guidare, eccome. Forza Manuel!
Bautista 10 - Torna all'Aprilia e domina una gara che più sua di così non si può. Perfetto e spietato: abbiamo ritrovato un grande.
Pesek 8,5 - Resta senza freno posteriore sul più bello, ma dal via a metà fa una gara perfetta. Con una moto buona, il ceco che oramai vive in Italia è un protagonista.
Pasini 7 - Partenza da fucilazione, ma rimonta da grande pilota, senza commettere gli errori che anno scorso pagò carissimo. Porta a casa un buon bottino di punti e questo fa ben sperare per la lotta al mondiale.
Koyama 9 - Corre con un malleolo del piede rotto, il sinistro, e va a punti. Sa soffrire e guidare: la Malaguti ha trovato un gran pilota
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