Intervista al campione tedesco dopo l'addio alle corse: 15 anni in pista
la Ferrari, i rivali, ma soprattutto la famiglia e la vita privata
di FREDRIK AF PETERSENS
Questa intervista ha avuto inizio in Austria, nel 1998. Eddie Irvine all'improvviso ebbe dei problemi con i freni durante la corsa e Michael Schumacher lo sorpassò per il terzo posto. Chiesi a Schumi spiegazioni in merito, ma non ricevendo risposta mi allontanai per fare una telefonata. Avvertii poi una mano su una spalla. Mi voltai e Michael mi chiese di non scrivere nulla su quanto era accaduto. Io acconsentii a una condizione: avere la sua prima intervista faccia a faccia quando si sarebbe ritirato dalle corse. Lui disse che la cosa gli stava bene. Un paio di anni fa gli ho ricordato la promessa, e l'ho fatto ancora un'altra volta a Monza. Michael ha ammesso di essersene dimenticato, ha detto che talvolta tende a dimenticare le cose. Ma ha rispettato la parola data e in Brasile ci siamo seduti a fare due chiacchiere.
Michael l'ho osservata nel paddock di Interlagos, nel giro di un secondo è stato circondato da telecamere e fotografi: si ha l'impressione di capire per quale ragione ha deciso di ritirarsi. A me sembra che le dia davvero sui nervi.
"Non sono sicuro che sia così. Forse è un po' esagerato. Fa parte del lavoro. D'altra parte ho trovato abbastanza divertente vedere come la gente cammina sui piedi altrui e sgomita pur di scattare una fotografia".
A Monza ha detto che una delle ragioni per le quali si ritira è che non è sicuro che potrà sempre avere l'eccezionale quantità di energia che serve per correre al top. Nei 15 anni trascorsi in F1 non hai mai avuto un incidente grave, se si esclude quello di Silverstone nel 1999, quando si ruppe una gamba. La paura ha avuto un ruolo nella decisione? Come avvenne a James Hunt nel GP di Monaco nel 1979, quando fermò la macchina dicendo di avere paura...
"No, non sono né più né meno impaurito di quanto fossi all'inizio della mia carriera. Chiaramente, c'è sempre un momento in cui si avverte un po' di paura. Ma quando ci si siede in macchina non ci si pensa".
Ora avrà molto tempo libero. Nessun calendario deciderà il suo tempo durante la giornata. Qual è il primo lusso, chiamiamolo così, che intende concedersi?
"Fare tutto quello che non ho mai avuto occasione di fare in precedenza. Sarà un lusso disporre del mio tempo".
Ha un sogno particolare?
"Sì, ho sempre voluto immergermi e nuotare accanto alle balene. Finora non ne ho mai avuto il tempo per una ragione molto semplice: mi trovavo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. Le balene erano sempre altrove. A seconda di che stagione è, loro sono sempre in un posto ben preciso. Adesso avrò tutto il tempo di viaggiare per andare dove si trovano loro".
Lei fa molta beneficenza ed è impegnato nel sociale, ma non vuol mai parlare di questo. Si tratta di qualcosa a cui vuoi dedicare maggior tempo, cercando di non essere inseguito dalla stampa?
"Non direi inseguito: al contrario, per questi progetti occorre proprio collaborare con i media e sarei lieto se si interessassero a questo. Si otterrebbe maggiore copertura per i differenti progetti. Finora ho sempre avuto poco tempo libero e come può capire volevo trascorrerlo quanto più possibile con la mia famiglia. Ora avrò più tempo a disposizione per dedicarmi ai vari progetti".
Non è ancora andato in pensione e già c'è chi comincia a scommettere che all'inizio del prossimo anno sarà lei a collaudare la nuova Ferrari. Scommetterebbe contro questa possibilità?
"In questo momento sì".
E le congetture secondo le quali correrebbe nella Dtm in Germania?
"Perché dovrei farlo? Per ora, comunque, posso rispondere a questa domanda soltanto così. Niki Lauda è tornato a correre in Formula 1. Mika Häkkinen guida nella Dtm, ma tutto ciò accaduto dopo un po' di tempo. Non posso dire con sicurezza che cosa farò tra due o tre anni".
Il suo team manager alla Ferrari, Jean Todt, in passato era stato un copilota di rally e questo lo ha aiutato a diventare un ottimo team manager di successo. Potrebbe essere un esempio da seguire?
"Non ho mai avuto alcun modello, né la necessità di averlo".
Ripensando alla sua vita, quali pensa siano stati i momenti migliori e i peggiori?
"La nascita dei miei figli. Il giorno in cui Corinna ed io siamo diventati una coppia, il primo titolo di campione del mondo con la Benetton nel 1994 e con la Ferrari nel 2000. I momenti peggiori sono stati la morte di mia madre e lo tsunami".
Che cosa pensa della mia teoria secondo la quale in pista è uno dei più grandi egoisti, ma quando scende dall'automobile è un'ottima persona?
"Sono d'accordo. Perché mai dovrei regalare qualcosa a qualcuno quando siamo in pista?"
Questo però significa essere oggetto di forti critiche. Per esempio a Monaco, l'anno scorso, quando ha superato Barrichello e ha cercato di fare la stessa cosa con suo fratello all'ultimo giro. O quando ha fermato la macchina durante i giri di qualificazione a Monaco quest'anno: gli altri piloti non le hanno proprio fatto i complimenti...
"A essere onesti: se gli altri piloti mi criticano allora significa che ho fatto le cose nel modo giusto".
Ha vissuto un po' di tutto nel corso della tua vita. Non è sorpreso per il modo col quale in Germania è stata accolto il suo annuncio di ritirarsi dalle corse? È diventata una questione di Stato. La notizia al telegiornale è stata data in apertura, prima di importanti notizie di politica.
"Non lo sapevo. Quella sera sono rientrato a casa abbastanza tardi e non ho seguito i telegiornali. E neppure il giorno dopo. Leggere quello che la stampa scrive su di me non proprio è una delle cose alle quali dedico molto tempo della mia giornata".
Tutta la vita della F1 è stata concentrata su di lei. In Germania alcuni suoi fan dicono che la F1 è morta. Nel Gp del Brasile le Bmw avevano tutte lo stesso messaggio sull'alettone posteriore: "Grazie, Michael".
"È chiaro, ci sono persone alle quali dispiace che io me ne vada, ma sono convinto che molto presto troveranno un altro idolo".
E' stato al centro dell'interesse generale per molto tempo. In passato ha detto che l'unico posto nel quale può andare in vacanza sono gli Stati Uniti perché lì nessuno la conosce. Davvero crede di poter tornare ad essere una persona qualunque?
"Non proprio domani, ma prima o poi succederà.
Quando sarò vecchio, brizzolato e grasso..."
Sarà questo il suo desiderio più grande?
"Desiderio? Ho una vita stupenda, sono felice e non mi occorrono altri desideri. Ovviamente sarò felice quando un giorno, in futuro, su di me ci sarà meno attenzione ".
Ha spesso detto che sua moglie Corinna l'ha sempre lasciato libero di decidere il suo futuro di pilota. Come è andata questa volta?
"Come al solito: Corinna non cerca di persuadermi a fare qualcosa. Al contrario: mi mette nelle condizioni di poter prendere la decisione giusta e alla fine la prendiamo sempre insieme. Nessuno di noi due dice all'altro quello che deve fare".
Che cosa farà quando tra sei settimane cominceranno le prove della nuova stagione?
"Penso che i bambini saranno in vacanza e insieme ce ne andremo da qualche parte. Vorrei anche potermi occupare di qualche faccenda personale alla quale non ho potuto dedicarmi prima per mancanza di tempo".
Sua figlia va a cavallo e suo figlio gioca a hockey. Giocherà insieme a lui?
"No, non sarei di grande aiuto. Ma lo andrò a vedere quando gioca".
C'è qualcosa che rimpiange?
"Certo, ma la canzone che preferisco è "My Way" (A modo mio). A proposito: so cantare abbastanza bene. Nelle parole delle canzoni ci sono molte cose vere e forse la musica diventerà parte della mia vita".
Quando è arrivato alla Ferrari, nel 1996, c'erano molti problemi. In sala stampa un giornalista svizzero accettava scommesse sul giro in cui si sarebbe ritirato.
"Scoppiai a ridere quando l'ho saputo. Del resto non era tanto divertente essere il protagonista di quella scommessa".
Traduzione di Anna Bissanti
(25 ottobre 2006)
repubblica.it
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